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June 2005 Archives

Tyynyvalikoimamme.

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Sono come gli elfi. I Finlandesi sono eterei. Trasparenti. Riesci a vedere cosa c'è oltre. Volatili. Come gli Elfi del Signore degli Anelli. Parlano una strana lingua, tutta tattattà e vattavvà. L'elfo, appunto. Un paio di esempi.

Arvoisa asiakkaamme. No. Non è napoletano. Asiakkamme, guagliò. No. E' Elfo-Suomi. E significa Caro cliente.

E ancora.

Haluamme tedha kaikkemme. Anche questo. Non è napoletano. Haluamme, haluamme. Macchè. Significa Faremo del nostro meglio.

E il meglio deve ancora arrivare.

Tyynyvalikoimamme. No. No è l'associazione delle Mamme finniche. Significa: lista dei cuscini. Meglio: il cuscino dell'hotel ti fa cagare, non puoi dormirci, no, troppo piccolo, troppo sottile, sembra fatto coll'Isypil? Non disperare. Guarda la lista di cuscini. Un menù. Di cuscini. Da scegliere. Quello da trecento grammi o quello da ottocento, o quello da quattrocentocinquanta per i buongustai, insomma, a te la scelta. Bello. Scegli e chiami. La prossima volta che dormo all'EUR chiedo un Tyynyvalikoimamme. Vediamo che mi rispondono.

Non c'è afa, ad Helsinki. C'è fresco. Anzi, freddo. Dodici gradi. Se poi vai al porto e prendi un battello, allora i gradi diventano otto e hai bisogno di un giubbotto. Gelo. Pensi al caldo della tua camera, ad un camino che ti riscalda, al tepore di un piumino, pensi semplicemente a Milano, con trentasei gradi all'ombra e decine di vecchietti che anche quest'anno non se la passeranno poi così bene.

Sono le undici e trenta. Il sole è ancora alto. Tu lo sai che non andrà giù, ma non vuoi crederci, e aspetti che vada, epperò resta lì, anzi poi risale e tu lo guardi e dici ma guarda un pò cazzarola.

E' il paese degli Elfi, la Finlandia. Irreale. Etereo. Chiudo le tende, accendo il riscaldamento e vado a fare la mia scelta sul Tyynyvalikoimamme.

Afa.

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Dieci e dieci. Sera. Prendo l'auto. Cinque minuti. Solo cinque. Non dieci o diciassette. O tredici. Cinque. Entro in auto. Sudato. Di più. Bagnato. Di più. Afa. Da anni. Un caldo del genere. Pazzesco. Da anni.

Il primo caldo della mia vita. Millenovecentosessantotto. Luglio. Ero appena nato. Credo. Si. Ventisette gradi. Un caldo della madonna. Insomma, era il mio primo caldo. Quindi per forza che era un caldo della madonna. Eh. Poi anni ottanta. Profondo Sud della Sicilia. Sud sud sud. Quaranta gradi. Circa. No aria condizionata. Pazzesco. Eppure, sono sopravvissuto. Eccomi qui.

Duemilaedue. Compro il mio primo condizionatore. Lo istallo in casa. Piove tutta l'estate. Pioggia. Freddo. Una spesa inutile. Duemilaettrè. Caldo pazzesco. Una roba inaudita. Decine di vecchietti. Kaputt. Mai sentita una roba del genere. Il caldo del secolo. Mai più mi dico, mai più. L'investimento comincia a fruttare. E poi l'anno scorso. Andalusia. Quasi svengo dal caldo. Un caldo inenarrabile. Disumano. Giuro che andrò a vivere a Oslo.

E poi stasera. Afa. Non ho mai avuto un buon rapporto col caldo. Non ho mai avuto simpatie per l'estate. Afa. Pazzesco. La mia mente è torrida. Diodio ma che abbiamo fatto di male, noi a Milano? Si, occhei, lo capisco, si. Lo abbiamo votato. Abbiamo votato Silvio Berlusconi. Eccerto, si. E' ancora qui. Dici che ce lo meritiamo? Evabbè. Ma trentasei gradi, no. Daidai. Trentadue. Eccazzo si. Lo abbiamo votato. Essì.

Domani, Helsinki. Stasera otto gradi. Otto. A Helsinki. Il maglioncino, mi porto. La sciarpa. Il giubbotto. Voi a sudare, qui. Trentasei gradi. Afa. Io col giubbotto. Otto gradi. Parto. Helsinki. Io. Chissà. Se esiste. Il finlandese per afa. Chissà.

Tre casi di e-Marketing esemplari. Tre email. Tre modi di comunicare. Eccoli, qui. Prima email.

Gentile giusec, GRAZIE. Il mio team ed io cogliamo l’opportunità per ringraziarLa di aver scelto Sheraton Rome Hotel & Conference Centre, Rome quale hotel preferito durante la Sua visita a Roma e confidiamo che abbia apprezzato il Suo soggiorno con noi. Speriamo di rivederLa presto in una delle nostre proprietà Starwood presenti in tutto il mondo ...ma la prossima volta potrebbe essere a nostre spese! (...)

Per intenderci. Da almeno tre mesi non vado a Roma. Da almeno sei non metto piede allo Sheraton Roma. Anzi, Rome. Altra email.

Gentili Diplomati Master, Spippoli & Associati (nome in codice), dopo aver aperto le porte dei suoi uffici ai Master SDA che hanno partecipato a Proximity 2005 per condividere con loro "Il gusto dell’Arte", la piccola mostra della sua collezione d’arte moderna, desidera inviare in omaggio a quanti sono intervenuti alla Reunion un piccolo ricordo dell’evento. Purtroppo, per motivi legati alla Legge sulla Privacy, Spippoli & Associati ha a disposizione solamente gli indirizzi e-mail dei partecipanti e non ha, quindi, la possibilità di procedere alla spedizione se non chiedendo gentilmente di comunicare anche il recapito postale, o scrivendo all’indirizzo e-mail info@spippoli.it, o telefonando al numero 02-xxxx.

Terza email.

Hello, Thank you for expressing interest in Rolex-Replica-watches. This opportunity to offer you our fine selection of Italian/Swiss-crafted-Rolex-Timepieces. Here are some of your selections (...)

Alcune considerazioni.

Cos'è l'appartenenza. Cos'è il sentirsi parte di un gruppo. Più di un gruppo. Una setta. Una condivisione di anime. Una Confraternita, appunto. E' un legame. Solido. Indissolubile. Fraterno. Di più. E' la forza sia con te dei Cavalieri Jedi - qui è meglio non parlare di forza, che c'ho provato ad alzare una penna, una penna, mica una navicella spaziale, con la forza della mente, mille volte ci ho provato, ma mai che sta cazzo di penna abbia avuto la compassionevole gentilezza di dire "e vabbuò, mi lascio sollevare stavolta". Mai.

Così, nonostate il nuovo lavoro mi abbia portato a visitare luoghi ameni e remoti, Capitali incantate e isole del tesoro, costringendomi (badate, costringendomi, che sia chiaro) a saltare le ultime due Gecocene, beh, che dire, insomma, il Gecosangue scorre nelle mie vene, più forte e potente che mai, e il legame con i membri della Confraternita è vivo e vegeto.

E così vorrei qui parlare dei membri della celeberrima Confraternita e raccontare le avventure e le novità accadute in questi ultimi due mesi di (involontario e mai consensiente) silenzio.

L'altro giorno li vedo in tivvù. Documentario. Bianco e nero. Istituto Luce. Gli Italiani del ventennio. Tanti piccoli Italiani in bianco e nero, trotterellanti, inneggianti al Duce. Duce di qua, Duce di là, Credere, Obbedire, Combattere. E poi. Tante piccole Italiane, sempre in bianco e nero, che donano gioiose (per lo meno, lo sembrano, gioiose) all'adorato Duce gli unici oggetti di valore in loro possesso, le fedi matrimoniali. Si, proprio loro. Gli stessi piccoli Italiani e Italiane che qualche anno dopo sfigurarono il loro beniamino tra la folla scalpitante di un polveroso piazzale Loreto.

Ecco, gli stessi piccoli Italiani, in bianco e nero, li ho rivisti. Sono riapparsi, trotterellanti, il giorno del Referendum. Sono andati al mare, con loro famiglie, anch'esse in bianco o nero, fottendosene dell'impegno elettorale. O semplicemente se ne sono rimasti nelle proprie case, anche queste in bianco e nero, pur di non fare lo sforzo di fare un salto ai seggi.

E come è accaduto sessant'anni fa, anche questi Italiani, piccoletti, trotterelanti e in bianco e nero, si renderanno conto, prima o poi, dell'errore fatto. Della loro leggerezza. Di cosa si sono persi. Perchè noi Italiani, ci piaccia o no, siamo fattti così.

Domanda, per i guru spaziotemporali di MT. Che diavolo devo istallare per evitare uno spam sui commenti che sta raggiungendo dimensioni incontrollabili?

Ultimi arrivati: Party Poker Bonus, 888Poker, Texas Poker, Yahoo! 1G Mail, Enlarge your penis, Texas hold'em card game.

Sembra quasi che il Texas si sia scatenando contro di me. Che sia il fatto che non ho più intenzione di mettere piede in quel di Austin?

Una scelta italiana?

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Il Dottor Nestore Morosini, sul Corriere Motori della settimana scorsa intitola il proprio articolo "Tecnologia, una scelta italiana". Ora, cos'è, se non una presa in giro, questa? Morosini parla di innovazione. Di tecnologia. Di fatti straordinari. Vediamoli un pò, questi fatti.

La grande innovazione nel settore dell'Automotive è partita senza dubbio in Italia. (...) Una tecnologia, il Jtd common rail, progredito fino al Jtd Multijet, che il gruppo FIAT ha messo a punto cedendola poi alla Bosch per l'industrializzazione, mantenendo però il diritto all'utilizzo per le proprie vetture.

Ora, la cosa straordinaria qui non è tanto il fatto che sia stata FIAT a mettere a punto la tecnologia Jtd, quanto il modo con cui sia riuscita a farsela soffiare da uno straniero. Bosch, appunto. Innoviamo già poco, in Italia, Dottor Morosini. Ne conviene o no? Se poi quel poco ce lo si lascia fottere così allegramente dagli stranieri (rivelatisi qui ben più furbi del management FIAT) io non riesco più a seguirla, sa? L'avrei intitolato "Tecnologia, una sconfitta italiana" o anche "Tecnologia, una sfida italiana", così, per essere comunque positivi. Ma una scelta italiana no. Suddai. No, proprio no.

Aiutiamoli.

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Ho appena ricevuto questo accorato e commovente appello. E mi sembrava corretto condividerlo. Con tutti voi.

尊敬的负责人(经理/财务)您好! 我是新永友广深(深圳)实业有限公司;在我公司有着良好的
社会关系。业务:贵公司平时在作帐及销售方面是需要用到一些票 据如(普通商品发票、收费1、5%左右),还可代办(地税、建筑 安装、其它服务、广告、运输发票)等……。

Renne e culatelli.

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Mi perseguita. Anticipa le mie mosse. Io vado. E lui arriva prima. Puntualmente. Così, io passo due giorni in Scandinavia. Copenhagen, per l'esattezza. E lui mi anticipa. Si, lui. Lui, il signor Silvio Berlusconi. Mi anticipa con la sua fama. Da imbecille. Che durante una delle tante inaugurazioni afferma di aver dovuto fare il play-boy per far riconoscere la città di Parma come sede dell'Autorità Alimentare Europea.

Per ottenere questo risultato ebbi a fare la corte alla presidente della Finlandia, e infatti quando si insegue un risultato si devono usare tutte le arti (...)

Faccio un salto in edicola. Inutile dire che la notizia è su tutti i giornali. Non capisco un'acca di ciò che scrivono, ma la cosa è sbattuta in prima pagina. E io, che continuo a ritenere che la presenza di un individuo come il Signor Silvio Berlusconi sia un insulto per l'intelligenza di (alcuni) Italiani, mi vergogno da matti e abbandono l'edicola. Prima che si accorgano di me.

I cavoli propri.

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Ora, a che serve? Ditemi. A cosa serve un blog? Ditemelo voi. A cosa serve. Se non a scrivere dei cavoli propri. Ecco. E allora, eccone una sfilza (di cavoli propri).

1. Geco5, quello capelluto della Confraternita, si proprio lui, quello che fa il pizzaiolo sul Lago di Garda e che prende le ordinazioni col Dell Latitiùd X300, si ecco, lui, dicevo, Geco5, non contento dell'amena località dove passa gran parte della settimana, vorrebbe trascorrere un weekend in Liguria, Noli, Riviera di Ponente. Qualcuno può indicargli gentilmente una bettola, massimo cinque-dieci euro pensione completa, dove appisolarsi? Usare i commenti, please.

2. Si riparte. Copenhagen. Due giorni. Poi rientro a Milano. Poi Catania. Rientro definitivo nella megalopoli a fine weekend. Prevedo un black-out minimo, diffindando (Poco. Giuro. Poco.) delle potenti infrastrutture wi-fi sicule.

3. Ho fame. Vado a mangiarmi un hamburger di soia innaffiato di salsa Teriyakj sopra e sotto. Così, tanto per restare leggeri e in forma.

Io Srl.

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Per anni sono stato un uomo d'azienda. Intendo dire: mi sono identificato in un'azienda, nei suoi valori, nelle sue priorità. Il che può anche andar bene se l'azienda è tua. O se ne sei l'Amministratore Delegato, ma no, non di certo se sei uno dei tanti. Ma si sa come vanno le cose. Quando sei appena laureato pensi troppo poco a te stesso. E troppo all'azienda per cui lavori. Poi i valori si invertono, lentamente. Ci si può mettere un anno. O dieci. A capirlo. Dipende. Tu, la tua vita, le tue necessità, i tuoi valori, assumono priorità sempre maggiore. I valori aziendali passano in secondo piano.

Dieci anni. Ci ho messo dieci anni a capire che tutto ciò che si fa bisogna farlo per se stessi. Non per l'azienda, non per i suoi valori. Per te. Per la tua vita. Per la tua famiglia. Ci ho messo dieci anni a capirlo. Ormai ci sono, però. Adesso lavoro, si. Con entusiasmo, come il primo giorno, dieci anni fa. Ma non più per questa o per quella azienda. Lavoro per me. O, se volete, per Io Srl.

Tu, non fare lo stesso errore. Non dimenticare mai i tuoi valori e le tue priorità. Impegnati, dai tutto te stesso. Ma fallo sempre per Tu Srl. E per nessun altro.

Nota chiarificatrice. Questo non significa che mi sono licenziato una seconda volta. No, no. Lavoro per me significa che lavoro ancora per qualcun'altro; ma lo faccio avendo come unico obiettivo me, la mia metà, la mia vita.

Camere d'hotel. Le avevo viste senza bagno. Ma anche senza bidè (un pò dappertutto in Europa centro-nord). E poi quelle con bidè e water integrato. E ancora quelle con asciugacapelli incollato alla scrivania. Quelle col cignetto-asciugamano ricostruito quotidianamente ai piedi del letto. E poi le iperlusso con le cameriere personali. Ma la camera con doccia centrale trasparente mi mancava. Tu ti fai la doccia. E ti guardi la tivvù. O controlli che nessuno entri in camera. O guardi il panorama fuori dalla finestra. Chessò io. Eccola, in foto. Via Flickr. Inn Side Hotel. Albergo high tech. Periferia di Monaco. Profondo sud della (ex) locomotiva d'Europa.

Perchè c...o piango?

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Certo, un tempo non era facile. No. Quando il bimbo piangeva. Poteva essere fame. O sonno. O influenza. O attacco di panico. O sailcavolo. Ma adesso tutto è risolto. Con Perchepiango di Foppapedretti! Perchèpiango (Why cry?) è il primo analizzatore di pianto. Spaziotemporale. Se il tuo bimbo piange, lui ti dirà perchè.

Tutto il mondo ne parla. Perchepiango. Incredibile. E, soprattutto, certificato dai migliori ospedali del pianeta:

- Ospedale Cattolico Sant Mary, Seoul
- Ospedale Angeles de Pedregal, Messico DF
- Ospedale Generale di Vibo Valentia (dove non hanno problemi di natalità, visto il bel 10% di affluenza al referendum sulla procreazione assistita)

Perchepiango? Non lo so. Ma ho finito di passare le notti insonni sul problema. Adesso Foppapedretti me ne dirà il perchè.

La profezia.

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Io adesso lo scrivo. Lo scrivo, si. Così poi andiamo a vedere. Che se non lo scrivo non posso poi dimostrare di averlo scritto. E quindi lo scrivo. Perchè io lo so. So cosa accadrà nei prossimi mesi. Italia. Politica. Giochi di potere. Lo so. E lo scrivo. Le cose andranno pressappoco così. Vado per punti, eh. Che poi sarà più facile controllare se c'ho azzeccato. Eccola. La mia profezia.

1. Settembre 2005. La cariatide Paolo Cirino Pomicino si risveglia dal profondo coma durato vent'anni e decide di riesumare un'idea meravigliosa: la balena bianca. A fine Settembre viene varata la nuova Costituente. Nasce Rifondazione Democristiana (Erredì).

2. L'UDC confluisce in Erredì. Inizia un'emorragia lunga e penosa nei partiti di maggioranza. I parlamentari cattolici di Forza Italia abbandonano Silvio Berlusconi per unirsi in massa all'Erredì. Simile sorte tocca ad Alleanza Nazionale, che perde parte del suo elettorato di centro, e resta con Fini, Er Pecora, Storace e un manipolo di skinheads.

3. Scissione nella Margherita. Parisi appoggia Prodi. Rutelli viene scaricato e torna all'attività di...che cazzo faceva Rutelli? Niente. Niente di niente. Torna a non fare un cavolo. Una parte della Margherita si unisce a Erredì.

4. Formigoni da in escandescenze, manda a quel paese pubblicamente il signor Silvio Berlusconi e si unisce all'Erredì. Portando con se decine di parlamentari e assessori Lombardi fioriusciti. Formigoni diventa Segretario dell'Erredì, con la benedizione di Paolino Cirino Pomicino.

Ce ne fossero di più.

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Non ho mai lavorato per un'azienda Italiana. Mai. Prima Americana. Adesso Britannicostatunitense. Così quando leggo di un'azienda Italiana di successo, come minimo ne faccio il tifo. La cosa mi rende felice. Leggo e rileggo la notizia. Specialmente se l'azienda è produttrice di software o di soluzioni high-tech. Il settore in cui lavoro, da sempre. E, soprattutto, se produce qualcosa di originale. Di innovativo. Di vincente.

C'era una volta un'incredibile realtà. A Genova. Un'azienda produttrice di software. Una delle più interessanti realtà del paese. Si chiamava Orsi Automazione. Trecento persone. Un'agguerrita rivale delle multinazionali americane. Famosa in tutto il globo, capace di far fronte a colossi come Siemens o Rockwell. Insomma. Oggi Orsi non c'è più. Fagocitata da Siemens. Il team di Orsi si è disperso. Una parte è approdato nell'azienda dove lavoro. Molti ex-Orsi sono Managers e VP Internazionali. Ma Orsi, oggi, non c'è più.

Oggi. Leggo di un'altra realtà. Il Mondo. Anche questa Italiana. Udine. Il lontano Friuli. E' Eurotech. Produce sistemi embedded. Niente software. Nanohardware. Sta per essere quotata in Borsa. Fatturato: una crescita media annua del 46%. Centosessanta persone. Sta facendo a pezzi la concorrenza straniera. Quella Europea. Quella Asiatica low-cost.

Lunga vita a Eurotech. Lunga vita alle (poche) aziende Italiane di successo (e che non siano Banche o Mediaset, please).

Piano di attacco.

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Rieccomi nel misero staterello. Italia. Per sole ventiquattr'ore. Poi si riparte. Monaco. Ventiquattr'ore. Di più non riuscirei. Dopo l'incazzatura per l'astensione di massa. Si. Sono incazzato. Nero. Se penso a quali mortificazioni dovranno subire le coppie infertili. I malati. La ricerca scientifica. Incazzato nero. Nel frattempo ci ho pensato su. E sono giunto ad una decisione. La migliore difesa è l'attacco. E allora, eccolo. Il mio piano d'attacco.

1. Il mio otto per mille la Chiesa non lo vedrà più. Mai più. Finchè campo. Negli ultimi anni avevo deciso di donare l'otto per mille alla Chiesa. Lo avevo fatto. Avevo pensato che poteva essere utile. Mi sbagliavo. Non lo vedranno più. Lo destinerò ad altro.

2. Niente battesimo per la bimba in arrivo. Decisione presa. E poi. Nido Popolare Leninista. Elementari Marxiste. Gite continue in Emilia Romagna. Per mostrare come vivono, da quelle parti. E come si raggiunge un quorum.

3. Boicottaggio di Vibo Valentia. Non ci avevo ancora messo piede, a Vibo. Non ce lo metterò, in futuro. E un giorno spero che qualcuno di Vibo mi spieghi di persona come cazzo sia possibile che solo il dieci percento della popolazione sia andata a votare. Una spiegazione dovranno darcela, dopotutto.

Salone alla Calabrese.

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Occhei. Pensiamo ad altro. Proviamoci, per lo meno. Berlino. Crowne Plaza. Quello bello grosso. Sulla Kurfürstendamm. Ristorante. Menù Festa Italiana. Riporto, fedelmente.

*
Scallppine di Vitello alla Marsala (la "o" manca, non è una mia dimenticanza)
*
Salone alla Calabrese
*
Tagliatelle con Asparacy alla Piemontese
*
Tortigioni con Ricotta Parmigiano e Spinaci
*
Farfalle con Funghi e Zucchine
*

Inutile dire che il Salone alla Calabrese era una vera prelibatezza. Del resto, che vuoi. Avevo sempre desiderato un Salone. Quelli alla Calabrese, poi, non è mica facile trovarli in giro. Oggi. Figuriamoci a Berlino, poi.

A ciascuno la sua croce.

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Così, tanto per migliorare l'umore, una notizia appena letta su El Mundo, e commentata oggi da parecchia gente, qui a Barcellona. Il PP, i conservatori di Aznar, stanno organizzando una serie di manifestazioni contro la legge sui matrimoni gay, nei prossimi weekend. S'è appena svolta quella di Salamanca, paesello della Spagna più nazionalista. Sabato ce ne sarà una seconda di manifestazione, a Madrid.

I Catalani dicono che poca gente parteciperà. Che però i Madrileñi sono sempre Madrileñi e quindi tutto potrebbe accadere. Che dire. Vedremo.

A volte me lo chiedo. A volte mi chiedo che cazzo ho io da spartire col resto degli Italiani. Mi chiedo. Che senso abbia che io continui a vivere in Italia. Votano Silvio Berlusconi, loro. Occhei. Siamo in democrazia. Lo accetto. Lasciano che il signor Silvio Berlusconi (si, sempre lui) faccia il bello e il cattivo tempo, sbattendosene delle istituzioni e lavorando a favore delle proprietà di famiglia. Un pò meno occhei. Ma, paradossalmente, passi. Ma quando poi assisto ad uno spettacolo come quello del referendum sulla legge 40, ecco, è allora che mi chiedo sul serio cosa cazzo abbia da spartire io con la gente che vive qui. Capite. Posso capire una vittoria del no. Posso, devo accettarla. Ma che non si vada neppure a votare, no. Questo no. E' inaccettabile.

E così, mai come adesso, penso di andarmene. Che mi sono rotto i coglioni di vivere in un paese dove sono in pochi a condividere alcuni fottuti semplici fondamentali valori.

Una scelta di campo.

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Alcampo. Auchan. All'inizio non l'avevo identificato. Alcampo. Stesso simbolo. Il passerotto. E' un passerotto, quel coso? Ma poi lo vedi. E' lui. L'Auchan. Che qui si chiama Alcampo. Lo hanno tradotto. Auchan = Au champs = Al campo = Alcampo.

Perche da noi no? Troppo esterofili? Un nome italiano non funzionava? O forse, più semplicemente, Auchan era già stato registrato in Spagna e si doveva tradurre per necessità. Chissà. In Italia no. Avremmo potuto chiamarlo Ai campi. O Ai prati. O Al campetto. Ehi, vado Al campetto a far la spesa, ci si vede dopo. Buona la roba Al campetto, peccato che la verdura sia così così. Fantastico il salame Al campetto. E invece dobbiamo accontarci di un nome francese. Senza senso. Auchan. Osciàn. Ehila, vado all'Osciàn. Compro il Nescafè all'Oscian.

Quando impareremo. Siamo i soliti esterofili incalliti. Dovremmo avere un pò più di rispetto per la nostra lingua. L'Italiano. Vabbè. Esco, by the way. See you. Vado a fare un giro in downtown. E visto che ci sono faccio anche un pò di shopping. Nos vemos. Hasta luego.

Taxi? No, grazie.

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Tu spiegami perchè. Prendo il taxi a Malpensa. Malpensa, Aeroporto. Direzione Gallarate. Gallarate, Varese, Italia. Dieci, quindici minuti dall'aeroporto. Venticinque euro. Venticinque. Dico, io. Poi, oggi. Prendo il taxi all'aeroporto di Barcellona. Vado a San Cugat. San Cugat, Catalogna, Spagna. Un posto in cul...lontano. Molto, molto lontano. Sulle colline di Barcellona. Lontano. Circa quaranta minuti. Trentacinque euro.

Ora, facciamo un pò di conti. Così. Tanto per divertirci un pò.
Italia. 25 Euro/15 minuti = 1.6 Euro al minuto.
Spagna. 35 Euro/40 minuti = 0.87 Euro al minuto.

La metà. Ora, io chiudo qui il post. Senza polemica. Ma qualcuno mi spieghi, per favore, perchè sono costretto a pagare i fottuti taxi italiani il doppio di quelli spagnoli, a parità di servizio (o forse la musichetta dei taxi italiani è migliore? O forse il profumo del taxi? O l'aria condizionata con una maggiore percentuale di ossigeno? O...).

Che vuoi che sia un voto.

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Bassa affluenza. Peccato. Al Sud poi la metà che al Centro-Nord. Ma perchè. Inspiegabile. Non so. Forse al Sud il problema della Fecondazione è meno sentito? Tutti senza problemi i papà e le mamme del Sud? Chissà. Beh, meglio per loro. O forse l'influenza degli astensionisti attecchisce maggiormente al Sud, cattolico per antonomasia? E' possibile. O forse un salto al mare, d'altra parte così vicino, ha maggiore priorità di un voto? Che vuoi che sia un voto. Un voto per una decisione così importante, poi.

Vedremo. Per il momento è meglio non tirare nessuna somma. E visto che son qui a Barcellona, ne approfitto per fare due passi e non pensarci più. Almeno per il momento.

Si vota. E poi si va.

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Ho votato. Si. Si. Si. Si. Situazione del seggio, Sud Milano, 5% alle 10.30. Poco. Vedremo. E mi rimetto in viaggio. Barcellona. Poi Monaco. Si rientra venerdì prossimo. Niente black-out. Un nuovo potentissimo mezzo (scheda Uemmetiesse Vodafòn) si è appena aggiunto alla mia famiglia di gadget high-tech. Dovrei essere connesso da qualsiasi punto del pianeta. Peccato che il mio nuovo portatile spaziotemporale (qui) per viaggiatori ipergalattici non abbia lo slot per PCMCIA. Vabbè. Si va.

Siete al mare? Occhei. Vabbè. Domani piove. Dicono che ci sia una delle più terribili tormente dal millenovecentotrentasette. Una cosa da record. Fulmini. Tuoni. Grandine. Maremoti. Roba da restarci secchi, se si è in spiaggia.

Siete in montagna. Poveri voi. Dicono che gli Unni stiano per attaccare. Gli Unni. Dalla Transilvania. Attaccheranno i monti e saccheggeranno i villaggi e gli impianti da scii. Gli Unni. Meglio starsene a casa, allora.

Siete in Villaggio Turistico. O in Crociera. Coi VIPs. Beh. Restateci. Non sareste utili, qui.

E visto che dovete, dico dovete, tornarvene a casa, approfittatene. Per fare un salto al seggio. E votare. Tormente. Unni. Non astenetevi. Votate. Anch'io voterò. E pure la mia metà panciuta. Si. Si. Si. Si.

- il sito del Comitato per il Si
- i quesiti e le schede
- guida alla legge 40
- domande frequenti

Piesse. Ah. E by the way, secondo il testo unico della Legge Elettorale (qui, scoperto tramite Aladin) indurre all'astensione è un reato. Capito, signori Pera e Casini?

Tredici.

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Interessante. Si. E' interessante leggere, sul blog di Beppe Grillo, l'elenco dei condannati in via definitiva in Parlamento, a prescindere cal capo d'accusa. Eccolo. L'elenco.

Berruti Massimo Maria (deputato FI)
Biondi Alfredo (deputato FI)
BonsignoreVito (eurodeputato UDC)
Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)
Cantoni Giampiero (senatore FI)
Carra Enzo (deputato Margherita)
Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)
Dell’Utri Marcello (senatore FI) (condannato per associazione mafiosa)
Del Pennino Antonio (senatore FI)
De Michelis Gianni (deputato NuovoPsi)
De Rigo Walter (senatore FI)
Frigerio Gianstefano (deputato FI)
Galvagno Giorgio (deputato FI)
Jannuzzi Lino (senatore FI)
La Malfa Giorgio (deputato PRI)
Maroni Roberto (deputato Lega Nord)
Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)
Sgarbi Vittorio (deputato FI)
Sodano Calogero (senatore UDC)
Sterpa Egidio (deputato FI)
Tomassini Antonio (senatore FI)
Visco Vincenzo (deputato DS)
Vito Alfredo (deputato FI)

Per partito:

FI 13 condannati
DS 2
UDC 2
Lega Nord 1
Udeur 1
Margherita 1
Nuovo PSI 1

Tredici. Ben tredici. Provenientei da FI. E ora, ditemi. Su, ditemi. C'era da apettarselo. O no?

Si. Provaci tu. Ad andare a Copenhagen. O a Helsinki. O a Oslo. Provaci tu a Oslo. Oslo, Oslo. A fare un meeting con una ventina di vikinghi. Sconosciuti. Provaci, si. A Oslo. E poi a presentarti. E a capire i loro nomi. Provaci, su. A Oslo.

- Gesoerfhkserfår, nice to meet you.
- Osleokkenikäraniken, nice to meet you.
- Gøersukkenoetuner, how are you doing? nice to meet you.
- Henrikekkigrunderøenstræder, very pleased to meet you.
- Gurikørrinerobinderärokken, nice to meet you too.

E provaci, su. E poi. E poi provaci a ricordarti come si pronuncia correttamente Henrikekkigrunderøenstræder e come fare lo spelling di Gesoerfhkserfår e soprattutto chi dei venti è il fottuto Gurikørrinerobinderokken. Si, provaci, forza, su.

Peek-a-boo.

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Stati Uniti. Una delle cose che più mi divertono quando sono dall'altra parte dell'Oceano è entrare nei Megastore Monotematici. Da noi è difficile trovarli. Quasi impossibile. No, un attimo. Da noi i Megastore ci sono, si. Ma sono multitematici per lo più. Negli US no. Monotematici. Unico prodotto o unica famiglia di prodotti. Così basta fare quattro passi (meglio: basta prendere l'auto e fare quattro miglia) e ti ritrovi dinanzi ad un megastore di:

- scatole (The Container Store), pazzesco, solo e soltanto scatole, nient'altro che scatole, di tutte le forme e dimensioni
- abbigliamento per scalate e sport estremi
- scarpe (versione texana: stivali da cow-boy e cow-girl)
- tutto per il bagno (Bath and Beyond)
- elettronica (Circuit City, CompUSA, Fry's, eccetera, eccetera)
- materiale per l'ufficio (OfficeMax, eccetera)

E così via. Ora, preso dall'arrivo imminente, durante il mio ultimo viaggio in California entro, per la prima volta, in un megastore per l'infanzia. Mi sono sentito perso. Abituato ad iPod e Levi's, mi sono ritrovato tra corridoi chilometrici di pannolini, biberon, culle e tutto questo genere di cose. Ho preso un pò di roba. A caso, per lo più. Salvo scoprire, arrivato a Milano, che non avevo la più pallida idea dell'uso degli oggetti acquistati.

Prendi il Peek-a-boo Rattle. Ora. Cos'è. Che è. Cosa diavolo è un Peek-a-boo Rattle. E soprattutto: cos'è il Peek-a-boo. Semplice. Eccone la definizione.

Surfer
Surfer, by giusec.

Surfers. Palme. Sole. Tramonti. Spiagge. Barbecue. Laguna Beach. Baie. California. Figuriamoci. Tutti luoghi comuni.

E invece si. Luoghi comuni. Eccoli. Sul mio ultimo photo-set, ricordo del viaggio appena compiuto. California, Orange County. La fascia di spiagge, deserto e aziende high-tech tra LA e San Diego.

Si. Si. Si. Si.

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Cos'ha in comune l'autore di questo blog (ergo, il sottoscritto) con Vasco Rossi, Fabio Fazio, Umberto Veronesi, Lella Costa, Renato Dulbecco, Margherita Hack, Giovanni Sartori, Andrea De Carlo e poi Macchianera, 4Banalitaten, Diego Brugnoni, Ander Costrukscion e poi Axell e il Mullah e Massimo Moruzzi e poi il Corriere e l'Espresso la Repubblica e tanti, tanti tanti altri ancora?

Forse poco. Tranne il fatto che voterà SI, SI, SI, SI al referendum del 12 e 13 giugno.

E, ben inteso: è relativamente importante che io voti Si. E' importante che sia tu a votare. Informati. Non astenerti. Vai al mare se vuoi. Ma solo dopo aver votato.

- il sito del Comitato per il Si
- i quesiti e le schede
- guida alla legge 40
- domande frequenti

Adesso posso parlarne. Adesso che sono definitivamente fuori posso farlo. Posso scrivere. Della mia vecchia azienda. Beh. Vecchia, in realtà, non è il termine corretto. E' un'azienda giovane, innovativa. E' una scuola di marketing senza eguali. Ciò che so, l'ho imparato in buona parte lì. E' questa azienda qui. A cui resterò grato, forever.

Certo, sono andato via. Le ragioni sono tante e complesse. Mica son tutte chiare, pure al sottoscritto. Non tutto funziona come tu vorresti, anche nelle grandi scuole di marketing. E poi a volte le cose devi farle. Lo senti dentro. Ma questa è un'altra storia e ha poco a che vedere con il post.

Berlino, 20 Giugno 1991.

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Berlino. Ristorante. Con teatro annesso. Bello. Unico. Ottimo, il cibo. Chiedo ad un cameriere da quanti anni Berlino è la nuova Capitale. Non sa rispondere. Mi meraviglio, un pò. Secondo cameriere. Nulla. Terzo. Nulla. Incredibile. Non conoscono la propria storia. Mi dico io. Incredibile, si.

Mezz'ora. Siamo al secondo. Arriva il primo cameriere. Mi chiama. Mi da un fogliettino. Scritto a mano. Lo leggo.

20 Giugno 1991. Bundestag. Berlino è scelta come nuova Capitale con 320 voti su 338.

Lo ringrazio. E mi rendo conto, come spesso accade, di aver giudicato troppo in fretta.

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