Trenta gradi. Grotta. Ultimo trasferimento file prima della dipartita. Strano. Resterò senza PC per una settimana. E la cosa non mi preoccupa. Almeno, apparentemente. Stesso istante, set-up del nuovo arrivato. Copio la mia vita. C'è chi la rivede la propria vita. Come in un film. Io la copio. Copio la vita degli miei ultimi anni. Foto. Email. Documenti. Preferiti. Programmi. Lezioni. MBA. E sincronizzo il telefono-palmare col piccì. Copio e synch. Marketing plan 2004, marketing plan 2005, lezioni di Finanzadue, foto di Berlino primavera 2005, e poi synch, e poi copio e quindi synch e poi ancora copio e poi risynch.
Fin quando, per una svista, sarà stata una svista, non può che essere stata una svista, copio il manualone di trecentomila pagine di Amministrazionecontrollotrè sul palmare, e synchronizzo e lui ci prova a fare il synch ma si vede che fa fatica, forzasù, fa una gran fatica e va miseramente in tilt, ma no, no, che ce la fa, lo fa il fottuto synch del manualone, epperò non ci sta più niente e allora porcadiquellaeva.
E allora fanculo, mollo tutto. Bevo un Gatorade alla Dr.Pepper e vò a letto. L'idea di poter leggere il manualone di trecentomila pagine su un palmare in viaggio e pure senza piccì mi eccita. A dir poco.
Piesse. Nuovo lavoro. Copenhagen. Poi Berlino. Rientro a Milano venerdì. Senza piccì per tutta la settimana. Black-out probabile per tre giorni. A meno che un computer misericordioso e un wi-fi in hotel non facciano il miracolo.
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