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May 2005 Archives

Copenaghen. Anzi, no. Copenhagen. L'acca al posto giusto. Please. Dieci gradi. Piove. Vabbe'. Sempre meglio dei trenta di Milano. Aeroporto. Taxi. Trecento corone. Corona. Che e' la corona. Perche' hanno le corone. Quanto sara' una corona. Geco6 mi suggerisce via essemesse un cambio di uno a tre, ma la cosa e' impossibile, non puo' essere, ma no, suvvia, un taxi non puo' costare milleottocento euro (*). Eppero'. Se fosse davvero cosi crollerebbero tutte le teorie del signor Silvio B., l'euro stronzo, e le massaie, e la spesa oculata e i playboy e il benessere e le vacanze e il PIL e tutto questo genere di cose.

Arrivo in hotel. Non c'e'. La reception. Non c'e'. Sparita. Non c'e' la reception. E non c'e' anima viva. Sembra di essere a Milano a ferragosto. E allora suono. Entro. Non c'e' mica. La reception. C'e' un tavolino pero'. Un tavolino rotondo. Una chiave. Una chiave a mio nome. La prendo. Salgo in camera.

Domani si inizia. E nel frattempo mi godo i dieci gradi. Prima di tornare nell'inferno meneghino.

(*) poi ho pure scoperto che una corona e' zero-punto-tredici euro. Una corona. Zero punto tredici. E mi sono sentito risollevato. Parecchio.

Il fottuto synch.

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Trenta gradi. Grotta. Ultimo trasferimento file prima della dipartita. Strano. Resterò senza PC per una settimana. E la cosa non mi preoccupa. Almeno, apparentemente. Stesso istante, set-up del nuovo arrivato. Copio la mia vita. C'è chi la rivede la propria vita. Come in un film. Io la copio. Copio la vita degli miei ultimi anni. Foto. Email. Documenti. Preferiti. Programmi. Lezioni. MBA. E sincronizzo il telefono-palmare col piccì. Copio e synch. Marketing plan 2004, marketing plan 2005, lezioni di Finanzadue, foto di Berlino primavera 2005, e poi synch, e poi copio e quindi synch e poi ancora copio e poi risynch.

Fin quando, per una svista, sarà stata una svista, non può che essere stata una svista, copio il manualone di trecentomila pagine di Amministrazionecontrollotrè sul palmare, e synchronizzo e lui ci prova a fare il synch ma si vede che fa fatica, forzasù, fa una gran fatica e va miseramente in tilt, ma no, no, che ce la fa, lo fa il fottuto synch del manualone, epperò non ci sta più niente e allora porcadiquellaeva.

E allora fanculo, mollo tutto. Bevo un Gatorade alla Dr.Pepper e vò a letto. L'idea di poter leggere il manualone di trecentomila pagine su un palmare in viaggio e pure senza piccì mi eccita. A dir poco.

Piesse. Nuovo lavoro. Copenhagen. Poi Berlino. Rientro a Milano venerdì. Senza piccì per tutta la settimana. Black-out probabile per tre giorni. A meno che un computer misericordioso e un wi-fi in hotel non facciano il miracolo.

I dannati della Est.

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Sette e trenta. Ventisei gradi a Milano. La Tange Est è un inferno dantesco. Gravi incidenti si susseguono per venti chilometri. Ventisette gradi. Io vado su, per la Ovest. Le cose vanno un pò meglio, da questa parte. Arrivo alle nove e sono fortunato. Non sono tra i dannati della Est, stamane. Ventotto gradi. E i francesi hanno votato no. Sarà stato il caldo.

Oggi, penultimo giorno. Domani, the end. La fine del mio attuale lavoro. L'inizio del nuovo. Partenza per Copenhagen in serata, rientro nel weekend. E poi. La mia metà (panciuta) domani va in maternità e si prepara all'evento.

Domani, martedì trentuno, si chiude. Oggi, ventinove gradi. Non sono tra i dannati. Per lo meno, non tra quelli della Est.

Ora. Gli altri ti attaccano. Dure verità. Difficile, contestarle. Ma tu che fai? Che fai, o principe della dialettica? Maestro della comunicazione, re del video. Ti prepari. Studi. Smonti ogni parte della tesi dell'avversario. Punto dopo punto.

E così fa il nostro Silvio. Attaccato, continuamente, senza pietà alcuna, dall'Economist (acerrimo nemico bolscevico) Silvio risponde, così.

L'Economist sbaglia a raffigurarci con le stampelle. L'Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini (...)

e ancora

In Italia c'è benessere (...)

e, soprattutto, l'affondo dialettico:

In Italia siamo tanti playboy, quindi i nostri ragazzi mandano almeno 10 sms al giorno alle loro tante ragazze.

Telefonini, benessere e playboy. E la querelle con l'Economist è chiusa.

Piesse. Resta da capire perchè. Perchè SilvioB. ci reputa così imbecilli, perchè considera gli Italiani così idioti, da credere alle sue storie. Telefonini, playboy, benessere, troppe vacanze riducono il PIL. Resta da capire perchè. Forse perchè l'abbiamo votato. Forse perchè continueremo a votarlo. Si, sarà per questo. Si.

Già. Le cose non sembrano mettersi poi così bene. In Sicilia. L'estro e la voglia di riscatto dei giovani siciliani, che aveva dato mostra di se con i successi imprenditoriali dell'Etna Valley, appare ormai un'esperienza di cui parlare al passato. Alcuni amici imprenditori siciliani hanno deciso di lasciare la Sicilia. Dopo anni di tentativi e di scommesse.

E poi. L'unica vera realtà high-tech dell'isola che vacilla. ST Microelectronics. La ST del post-Pistorio. L'azienda dava sbocco, negli anni migliori, al 90% dei neolaureati catanesi in Ingegneria e Fisica. Adesso il Design Center di Parlemo chiude. Lo stabilimento di Catania coinvolto nei tagli della multinazionale (qui, circa 3000 esuberi). La produzione delle nuove memorie per cui era stato destinato il "modulo M6" (costruito a Catania e mai avviato) è stata ormai spostata. In Asia. E le agitazioni sindacali. Lo sciopero di venerdì. Al quale aderiscono il 90% dei dipendenti dell'azienda. Nulla di buono, all'orizzonte.

E poi. E poi le elezioni. Vittoria della Cidielle. Catania va ancora una volta in controtendenza rispetto al trend nazionale. Strano. Il Sud dimenticato. Il Sud che si ribella al (mal)governo. Che fa sentire la sua voce. Elezioni 2005. Tutto il Sud? Non mi pare, visti i risultati del voto a Catania. Sicilia, la solita eccezione.

E poi la mafia, mai, mai, mai sconfitta. Che oggi vive sonni tranquilli, grazie alla presenza di politici accomodanti. Come il simpatico Totò Cuffaro, Presidente della Regione, ex-pupillo di Calogero Mannino, pluri-indagato, concorso esterno in associazione mafiosa, favoreggiamento a Cosa Nostra, rivelazione di segreto d'ufficio - solo per citarne alcune (qui le sue vicessitudini giudiziarie, via Indymedia e qui). Può un governatore rappresentare la Sicilia sul banco degli imputati di un processo di mafia? Anche la morale è ormai andata a farsi fottere, in Sicilia.

E per finire, le allarmanti (ma minori, grazie a Dio) sortite di imbecilli come quel Giacomo Bellavia, che impedisce il conferimento della laurea honoris causa a Franco Battiato, una settimana fa.

Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi. Diceva Tancredi, nel Gattopardo. Le cose oggi non cambiano, invece, in Sicilia. E restano, comunque e inesorabilmente, come sono.

Catania. Giacomo Bellavia si sveglia. Oggi ha i coglioni girati. Ha dormito male. La caponata forse. O la pasta alla norma. Chissà. Si alza. Che fare. Cosa non fare. Ma si. Decide che Battiato gli sta sulle palle. Il grande cantautore, si. Vanto (un tempo?) della città siciliana. Vuole beccarsi la laurea honoris causa? Col cavolo. Giacomo Bellavia si avvia verso l'Università. Palle (degli occhi) incandescenti. Palle (le altre) sempre girate.

Mercoledì 25 Maggio. Non ci sarà, almeno per il momento, il conferimento della laurea honoris causa in Lettere da parte dell'università di Catania per Franco Battiato. A sospendere l'iter della pratica è stato il senato accademico dell'ateneo dopo il parere contrario espresso da alcuni dei suoi componenti tra cui Giacomo Bellavia, 22enne studente rappresentante degli studenti nel senato accademico.

Ma Giacomo ha ancora i nervi a fior di pelle. Che fare. Cosa non fare. Decide cha anche Prodi gli sta sulle palle. Col cavolo che vincerà le prossime elezioni. Ci penserà lui, Giacomo Bellavia.

Ecco un gustoso articolo (Come. Come su cosa? Sul miracolo italiano. E sul signor Silvio B. chiaramente. E su che altro, sennò?) ad opera dell'International Herald Tribune, scoperto grazie a Sequencer. Ne anticipo solo un paio di simpatici stralci.

Silvio Berlusconi's unfulfilled promises may trouble Italians - but in Europe they add to the prime minister's reputation as one of the most unloved continental leaders in recent memory.

E poi, ancora.

Hans Martens, the chief executive of the European Policy Center, a Brussels-based research center, said that many Europeans regarded Italy under Berlusconi as "morally out-of-tune"

Insomma, gustavelo l'articolone. Qui.

Benvenuti a Berlino.

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Berlino ti accoglie con un aeroportino. Il Tegel. Tanto povero e spoglio che non si addice per nulla alla capitale della possente Germania, un tempo locomotiva d'Europa e ora simbolo dell'unità ritrovata. Piccolo. Rotondo. Spoglio. Il fumo è come la nebbia. Sembra l'aeroportino di Pescara, o quello di Catania, ma il fatto è che non ci trovi gli arancini e neppure la granita con panna e questo non va affatto bene.

L'aeroportino è collegato alla città da un misero autobussino. Metro. Figuriamoci. Treni. Mavà. Metrò leggera. Cosa? No, no. Un autobussino, che tu prendi e ti porta, a stento nel traffico, nel tempo record di quaranta minuti, dalle parti del centro città.

A quel punto lo noti. L'adesivo. Arancione. Sul finestrino dell'autobussino. Noteingang. Forniamo protezione contro gli attacchi razzisti. Dice. Come. Autobus. Centro Città. Berlino. Come attacchi. Razzisti, poi. Attacchi all'autobus? Al conducente? Ai turisti? A chi si avventura nel centro città? Ai Turchi? A chi viene dal Sud Europa? E l'Italia? E Milano? E' Sud?

Benvenuti. Benvenuti a Berlino.

(Qui il fotoset, via Flickr, dell'incredibile Berlino, con tanto di consorte panciuta, orsi, Quelo e manifesto del Mauriziocostanzosciò).

Share Skype

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Anche Skype ha un blog, adesso. E' Share Skype. Per informare sulle ultime novità del più affermato software per la telefonia su Internet.

Domenica. Giorgio Pengstaller si sveglia. Febbre. Trentasette. No. Trentotto. No. Trentanove. Decide di restare a casa. Vuole dormire un pò. Beve il te al tamarindo. E si riaddormenta. Marisa Mueller sbaglia strada. Con lei c'è Emma Mueller. Prende Rosenstrasse anzichè Rosenastrasse. Si perde. E' nuova lei. E non ha il gipiesse. Riesce a trovare la via che è sera. Sergio Pessino Brummel è con la moglie Anna e con il figlio Giacomo. E' il compleanno di suo fratello Mario. Mario Pessino Brummel. Mario vive a Ravenna. Sergio parte alle sette del mattino. Tornerà solo lunedì. Stefano Plasswilm ha bevuto ieri. Tanto. Troppo. E oggi non ha nessuna voglia di uscire.

Lunedì. Corriere della Sera. Bolzano, sindaco al centrodestra per 7 voti.

(qui, via Corriere)

Questione di stile.

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Il Cancelliere Schroeder e la sua SPD perdono le elezioni. Una provincia tedesca. Una. E annunciano elezioni anticipate, a ottobre.

Il Presidente-operaio Berlusconi e la sua CDL perdono le elezioni. Undici regioni italiane. Undici. E restano saldi sulle loro poltrone, come ai bei tempi della prima Repubblica.

Questione di stile.

La grande malata d'Europa.

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Ma guarda. Ormai c'hanno preso gusto. Vabbeh. The Economist. Versione Europea (si, c'è una versione Europea. Copertina e storie differenti da quella Asiatica o Nordamericana. Come dire che l'Espresso fa una copertina per il Molise, una per la Lombardia ed una per il Triveneto). Versione Europea, dicevamo. Un'Italia ammaccata in copertina. Grande copertura sul Belpaese. In sintesi.


1. Editoriale. The real sick man of Europe. Sintesi: ragioni del disastro economico, competività a picco, Cina e altri incubi, Cirio e Parmalat, Scaroni e Eni, il signor Silvio Berlusconi (Mr.B. has delivered too few reforms, though his personal business interests have prospered)
2. Back from the dead? Italian politics. Sintesi: simpatico condensato degli anni di governo di Mr. Silvio Berlusconi (Mr.B.'s government devoted much of the first half of its five year term to favour his personal or business interest).
3. Allegro ma non troppo. Italy's way with bank reform. Sintesi: sul protezionismo di Fazio e di Bankitalia.
4. Is greed good? Sintesi: sul fatto che i costi dei conti correnti italiani sono di gran lunga i maggiori d'Europa.
5. In need of repair. Business in Italy. Sintesi: vedi punto 1.

Ecco. Bisogna dire che mai come in questi anni l'Economist si è mostrato attento ai fatti del Belpaese. Queste attenzioni mi mancheranno, quando il signor B. non ci sarà più. In realtà sono più che convinto. Che anche i simpatici Prodi, Rutelli & co. faranno di tutto pur di guadagnarsi qualche bell'articolone sul settimanale britannico. Ma le copertine no. Quelle no. Copertine così tragicamente divertenti solo il grande Mr. B. può conquistarsele.

Ne avevamo parlato. FIAT. Campagna pubblicitaria autarchica. Danke. Merci. Arigato. Qui e qui. Bella discussione, ricordo. Tutto finito? Macchè. I giornali italiani non ne parlano. Figuriamoci. Ma il Financial Times fa notare che la campagna non è rimasta inosservata. In Germania. Anzi.

What has particularly inflamed German outrage are the Gothic typeface and black and red letters on a yellow background chosen for Fiat's "Danke!" version. "The Gothic characters were used by the SS," wrote Joachim Blüher, director of the Deutsche Akademie Rom Villa Massimo. The Rome-based academy fosters cultural exchange between the two countries. "Yellow was the colour of the Star of David that the Jews were forced to wear and on which was written, in the same letters as your 'Danke!','Jew'. It is not possible for you to stoop lower than this," Mr Blüher continued in a letter to Mr. Montezemolo.

Insomma, per chi mastica poco l'inglese: una campagna di dubbio gusto, visto che i colori riportati sulla pubblicità "Danke!" sono gli stessi usati dalle SS per marchiare gli abiti Ebrei durante il Nazismo. E non è finita. Potrebbero esserci ripercussioni (minime, visto il ridicolo market share di FIAT in Germania) sul brand dell'azienda fuori dal Belpaese, come avverte il Goethe Institut.

Macchianera alla stregua dei siti dei terroristi islamici? Così sembrerebbe, visitando il blog. Shut down. Chiuso. Stop. Nada. Alla faccia della libertà di informazione (americani? libertà di informazione? di che si tratta? parliamone, su).

THIS SITE HAS BEEN SHUT DOWN BY THE COUNTER TERRORIST UNIT (C.T.U.) AND SHALL REMAIN UNTIL A THROUGH INVESTIGATION HAS BEEN CONDUCTED ON THE FOLLOWING VIOLATIONS.

E giù una sfilza di terribili violazioni (Identify covert agents, Disclose information to aid foreign governments e tutto questo genere di cose). Ora, è uno scherzo? Il solito burlone GNeri che si prende gioco di noi? Non sarebbe la prima volta. E se così non fosse? Vuoi vedere invece che è tutto-tutto-tutto vero? Che sia per la storia degli omissis? Che gli americani si siano bevuti il cervello? E se così fosse, che aspettano le nostre autorità a chiedere spiegazioni? Vedremo. Ai posteri l'ardua sentenza. Per il momento so solo che questa storia sta rendendo appassionante questo grigio e noioso lunedì mattina.

Piesse: e se fosse vero, ben inteso, tutta la mia solidarietà al GNeri. E la disponibilità ad ospitare un mirror di Macchianera su g&f.

Aggiornamento. Solita burla del Neri.

Diciannove. Ventotto. Ventisette. Ventidue. Ventidue. Ventisei. Ventotto. Ventuno. E ancora. Venti. Ventotto. Ventuno. Diciotto. Età. Sono gli anni di alcuni dei soldati americani. Di quelli che hanno perso la vita in Iraq dall'inizio della guerra. Maggio 2005. Texas. Texas. Ohio. Ohio. Connecticut. Ohio. Minnesota. Alabama. Georgia. Georgia. Ad oggi. Millequattrocentottantaquattro morti. In guerra. Ragazzini. Ragazzini degli Stati del Sud. Chissà che pensavano di trovare. Lì. Chissà cosa passava per le loro menti quando decisero di accettare e partire. Qui (Casualties in Iraq) e qui (May 2005 Casualties) via USA Today.

Uno, dieci, mille casini.

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Casini alla Cidielle (...). Titola la Repubblica. Già. Casini. In realtà, i veri casini sono altrove. Dalla parte opposta. Casini gravi. Che se non saranno risolti rapidamente potrebbero portarci a vivere ciò che gli Stati Uniti hanno vissuto nell'autunno del 2004 (e che nessuno diceva di aspettarsi).

Nomi.

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Nomi. Visto che sono alla ricerca endless di un nome da dare alla futura erede, la classifica apparsa oggi su USA Today dei nomi più comuni in US attira la mia attenzione. Più di George Dabliu Bush o del tifone Adriano.

Girls
1. Emily
2. Emma
3. Madison
4. Olivia
5. Hannah

Boys
1. Jacob
2. Michael
3. Joshua
4. Matthew
5. Ethan

Bello Madison. Eppoi. Sempre a proposito di nomi. Oggi ho conosciuto Hu. Si pronuncia U (aspirato). Una ragazza tailandese. No. Coreana. No. Singaporegna. Insomma. Di quelle parti lì. L'ho presentata a Steve. Presentazione irreale.

- Hello, I'm Steve, nice to meet you!
- Hu
- I'm Steve, nice to see you!
- Hu
- ehm... Who? I'm Steve! Do you speak english?

Ecco. Non si prospetta una scelta facile, la mia.

Nessuno ne parla. In Italia. Anche ST Microelectronics, (l'ex) gioiello italo-francese, da inizio alle danze. I primi licenziamenti. Visti i risultati degli ultimi trimestri. Tremila licenziamenti. Per fortuna non Italia. Perlomeno, non solo. Qui le ultime news da ST.

Urban Blogs. Ne aveva parlato, Axell, tempo fa. Li aveva teorizzati, qui. E visto che g&f è, parzialmente, un Urban Blog su Milano (e parzialmente è invece un Urban Blog su Madrid, Austin, Barcellona, Berlino, eccetera), il sottoscritto aderisce volentieri all'iniziativa (del solito Axell) e fa - anzi farò presto - uso dell'antipixel pubblicato qui sotto.

Questo è un Urban Blog!
Milano / Milan / Italy

Casa, dolce (ma cara) casa.

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Me lo dicevano. Austin. Texas. Un posto dove io non vivrei. Però me lo dicevano. Che valeva la pena andarci ad abitare. Per la facilità di trovare lavoro. E perchè era estremamente cheap. Adesso mi è chiaro. Ho conosciuto una coppia di danesi. Si sono appena trasferiti in California. Orange County. Un lembo di terra strappato al deserto, tra Los Angeles e San Diego.

Orange County. Newport. Laguna Beach. Mi dicono che per comprare un appartamento di cento, centocinquanta metri quadri, si spende dai seicentomila al milione e mezzo di dollari. In Euro: dai quattrocentomila al milione e duecento. Per un appartamento da centometri quadri. Per non parlare delle aree più a nord. Della Bay Area o di Sacramento (vedi grafico a fine post).

Austin. Texas. Silicon Hills. Con trecentomila dollari ti compri una casa. Non un appartamento. Una casa. Con giardino. Garage. Eccetera. Alla maniera di Paperino, tanto per intenderci.

Una follia. Che sta portando la popolazione californiana al collasso.

I periodi di meditazione son fatti per essere infranti. Dunque, rieccomi. Di già.

Non mi ero ancora reso conto, durante i miei viaggi, che ci sono ancora compagnie aeree che forniscono posate di metallo. Già. Durante il pranzo. Una di queste è Lufthansa.

Ora, la cosa interessante è che, partendo da alcune città tedesche, ti fanno dei controlli che neppure gli aeroporti d'oltreoceano si immaginano. Francoforte, ad esempio. Un aeroporto specializzato nei controlli. Chissà perchè. Tutto questo accanimento. Tutto. Valigia. Computer. Palpata sistematica double-face. A tutti. Tutti. Senza esclusione. Ai più sfigati svuotano pure la valigia. Bene. Tu sospiri e ti dici Vabbè. Se è una questione di sicurezza, sopporto volentieri. Sono più tranquillo. Possono smanazzarmi come vogliono. Ma almeno viaggio sicuro.

Poi però tu sali in aereo, guten morgen guten morgen, dankeschen e tutto questo genere di cose. Ti servono da bere. Tutto occhei. Ti servono il cibo. Crauti. Posate di metallo. Coltello e forchetta di metallo. Come di metallo. E allora si. Ti viene la voglia. Ti viene. Di prendere il coltello. Aggredire uno dei dankeschen di Lufthansa. Senza pietà. Come. Mi hai smanazzato. Mi hai aperto la valigia. Tirato fuori i fumetti di Nathan Never. Il gatorade al lampone. Il computer. La cuffietta per Skype. E poi. E poi mi metti il coltello di metallo sul vassoio. E allora no. E dimmelo. Senza pietà. Si, senza alcuna pietà.

Meditazione.

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Stop. Una settimana. Qualche giorno di relax, prima del cambiamento. E poi. E poi altro, sempre per la nuova posizione. Insomma, g&f va in meditazione, per una settimana. Tornerà presto, sempre su questi schermi.

Come non esserne fieri.

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A proposito di Italiani all'estero. Uno di questi, che poi è anche un amico e proprietario del blog Smart Ideas, terrà una lezione di Marketing & Psicologia della Persuasione agli studentucoli dell'MBA di Austin in questa Business School. Tra un paio di mesi. Beh. Come non esserne fieri? (*)

(*) intendo dire: un amico. Italiano. Pure blogger. Che insegna a quegli incapaci dell'MBA. Per giunta, incapaci Texani. Psicologia della Persuasione. Dai. Vuoi mettere?

Si, ma gli altri?

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Insomma. Tutto sembra andare storto. Economia. Recessione. PIL. Deficit. Contratti. Scioperi. Licenziamenti. Bene. E gli altri? Come stanno gli altri? Vediamo un pò. E se l'inglese non è il vostro forte, date un occhio al g&f recap.

Eurolandia.
Eurozone growth accelerated in Q1. GDP (= Gross Domestic Product, PIL, nota del giusec) growth for the twelve countries sharing the euro was 0.5 percent quarter-on-quarter, according to Eurostat. The quarterly growth rate in Q4 2004 was 0.2 percent. On an annual basis, euro area GDP was up 1.4 percent in the first quarter, compared with a 1.6 percent rise in Q4 2004.
- g&f recap: passato un anno di merda, si intravede la fine del periodaccio.

Germania.
German GDP growth registered 1 percent in the first quarter of 2005. That was the fastest pace of expansion since 2001. In the fourth quarter of 2004, GDP shrank 0.1 percent. However, the office cautioned that the surge in growth was entirely export-driven, as domestic demand remained subdued. That makes growth more vulnerable to external factors such as exchange-rate movements.
- g&f recap: sempre da schifo, ma mai così bene dal 2001.

Italia.
Italy’s economy contracted 0.5 percent in the first quarter of 2005, taking the country into a technical recession. The latest figure was the worst since the fourth quarter of 1998. Italian statistics office ISTAT did not give a more detailed breakdown.
- g&f recap: recessione tecnica, la chiamano. Insomma, il disastro totale.

Italiani. Nel Mondo.

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Italiani. All'estero. So che molti di voi non vivono più in Italia. O pianificano di lasciare il Paese. O viaggiano, in continuazione. Milano. Londra. Amsterdam. Berlino. New York. Cesano Boscone. Sesto San Giovanni. Beh. Può essere utile, allora. Sapere che non siete soli. Non siamo soli. Anzi.

Molti Italiani si sono virtualmente (e non) riuniti. Su Italiansonline.net. Il Portale degli Italiani nel Mondo. Fa piacere sapere che in un momento come questo, in cui tutto in Italia sembra andare storto (non te ne sei accorto? Maddai. Vedi allora miei post qui e qui e articoli su NTC Research, Corriere, Sole24Ore), noi Italiani siamo uniti. Almeno all'estero.

Ecco allora Italiansonline. La sua Associazione. I Forum. Guardate. Guardate se Italiansonline esiste già nella vostra città. E se non esiste, che aspettate? Createla.

Skype. E tuto intorno atè.

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Se c'è una novità nel campo delle comunicazioni, beh, non è certo Vodafòn. O il suo UMTS. O 3. O ancora la monolitica Tim. No. E' Skype. Ha avuto una buona idea il signor Niklas Zennstrom. Società lussemburghese (maddai. E adesso ci sono anche società lussemburghesi, in giro. Pensa un pò.), Skype ha lanciato il software più affermato per la telefonia su Internet. Uh. Telefonare via internet? Presto fatto. Si scarica il software. Funziona come un qualsiasi messenger. Si comprano un paio di cuffiette con microfono (ne ho prese due a dieci euro l'una nel negozietto sotto casa). Si chiama. Fine.

Tutto gratis. A meno che tu non voglia chiamare i cellulari via web. Allora ti scarichi SkypeOut. Paghi. E chiami.

- Skype, il sito in italiano, link
- Skype, software download, link
- SkypeOut, per chiamare cellulari e fissi, link

E adesso Skype lancia la sfida alle Telecom. Entro l'anno annuncerà il suo prodotto anche in versione per cellulari. Sfruttando VoIP nella telefonia mobile. Il nuovo Skype supporterà Symbian, Linux Embedded e (ahimè) Win Mobile. Sarà così possibile fare telefonate al costo di una connessione internet. Vedremo.

Insomma. Molto, molto interessante. Ah. Dimenticavo. Il mio account su Skype. E' giusecnet (*). Per chi volesse chiamarmi. A risentirci, dunque.

(*) qualche stronzo m'ha fregato il giusec...

Ancora dati da dimenticare. Ancora scontri sindacati-governo. L'indice di produzione industriale ai minimi dal 1999. Disastrosi i dati dell' ultimo studio della Confindustria. Da non leggere, se non ci si vuole deprimere. L'analisi dei settori industriali mette in evidenza, poi, una serie di flessioni, a cominciare dai comparti tradizionali del made in Italy, come il tessile-abbigliamento, le calzature, i mobili e anche la meccanica. Insomma, il disastro. Totale.

Ma non tutto è perduto. Qualche segno di ripresa c'è. I primi segni, impercettibili, del Rinascimento Economico. Qualche azienda italiana ce la fa. Anzi. Qualche azienda italiana annuncia grandi risultati. In controtendenza col resto del Paese. E' un segno. Flebile. Della Rinascita Economica del Paese. Un esempio? Qui. Forse non la conoscete. Non so. Si chiama Mediaset. Il segno della Rinascita. Del Paese.

Rinascimento Italiano.

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Questo signore scrive un post di servizio. E ci regala una sintesi (mirabile) delle ultime recensioni letterarie di Giuseppe Genna (no. Pietà. Non chiedetemi chi cazzo è Genna. Pietà).

Cinque grandi capolavori letterari. Italiani. In cinque mesi. Che anno, il 2005! Ora, però. Alt. Ricordo. Ricordo che anche il 2004, secondo Genna, era stato per la letteratura Italiana un anno con le contropalle. L'anno del Rinascimento Italiano. L’annus mirabilis della letteratura italiana. Il nuovo Rinascimento. E così via. Qui.

Morale: ben due anni di Rinascimento Italiano. Uè. Mica cazzi. Conviene scrivere, allora. Adesso! Diamoci da fare! Penne alla mano! Prima che la bolla del Rinascimento esploda. Un libercolo. Un manualetto, chessò. Una guida. Qualcosa, insomma. Qualsiasi cosa. Suvvia. Prima che la bolla del Rinascimento abbia definitivamente termine.

Trova lavoro. Con g&f.

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Ricevo, via email. Job Search. Trova lavoro. Troppo. Davvero. Troppo interessanti per non condividerle su g&f. Perchè tutti abbiano la possibilità. Di candidarsi.

Responsabile Marketing – Macchine Rotanti
Cliente: Primaria Multinazionale operante nel settore dei Robot Combattenti Spaziali.
Requisiti. La persona da noi ricercata riporterà direttamente al General Manager Marketing (...) Il candidato/a da noi ricercato, laureato in Ingegneria e idealmente in possesso di un MBA, ha maturato esperienze/conoscenze di macchine rotanti per Robot Combattenti (Goldrake, MazingaZ). Inoltre si richiedono almeno 3 anni di esperienza come pilota di Jet o Shuttle Columbia e idealmente un background professionale maturato nell'area iperspaziale. Completano il profilo doti di leadership e di teamworking. E' richiesta una buona conoscenza delle lingua Inglese e Uraniana, il possesso di un permesso di lavoro nella Galassia Oberdan e la disponibilità a compiere trasferte di qualche anno (luce).

Responsabile Reception (futuro CEO)
Cliente: la nostra Cliente è una Società pugliese di Servizi a capitale misto pubblico – privato. Per consolidare la struttura organizzativa e perseguire fattivamente gli obiettivi statutari, si rende necessario l’inserimento del Responsabile Reception (futuro Assistant, futuro Marketing Assistant, futuro Marketing Manager, futuro Direttore Marketing, futuro Direttore Generale, futuro CEO).
Requisiti. Ci rivolgiamo ad un Manager di circa 15-20 anni, con laurea, MBA, ampie esperienze di settore (tessile, abbigliamento, ecc.) maturate in contesti con proiezioni internazionali. Sono indispensabili capacità di pianificazione, orientamento ai risultati e spirito imprenditivo (inprenditivo????). Padronanza della lingua pugliese a buon livello, familiarità con i comuni supporti informatici e conoscenza del tessuto socio-economico pugliese completano il profilo ideale. La sede di lavoro è Bari.

Barajas.

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Barajas. Retrasado. Delayed. Ritardo. Diodiodio. E' sempre così. Sempre la solita storia. A Madrid. Sempre la solita storia. In Spagna. Un'ora e un quarto. Ritardo. Cazzo. Cazzocazzo. Non capisco come diavolo poss...Felipe arriva dopo dodici ore di viaggio. Addio. Parlano spagnolo, qui, per lo meno. E adesso. Addio. Tutto daccapo. Ancora una volta. E' stanco. Ha trentacinque pesos in tasca. Euro. Quanti euro. Chissà. E' stanco, Felipe. Si siede sulla panca. Puerta 42. Si riposerà un pò. E poi proverà a chiamare cas...

Anja corre. Cinque minuti. Imbarco. Nuova vita. Università. Berlino. Cinque anni. Lontana da qui. Ricordi. Anja corr...

Alejandro. Volo per Milano. C44. Puerta C-quarantaquattro. Il contratto. Se lo chiude è fatta. Due anni di lavoro. Gli stronzi milanesi. Se lo chiude è fat...

Manila. Vediamo se è vero. Barcellona. Si guadagna di più. Barrio Chino. E' un lavoro sporco. Non sa fare altro. Si guadagna di più. Glielo aveva detto Eloisa, prima di morire. Si guadagn...

Fulvio scivola via. Bilbao. Madrid. Adesso Santiago. E' via da tre anni. Ormai. Ma tornerà. Non ancora. Prima o poi tornerà. Vuole rivedere Paola. Sergio, Paola. Vuole riascoltare le vosi del cortile. Vuole sentire ancora il profumo dell'erba selvatica. Prima o poi tornerà. Non oggi. Adesso Santiag...

Carmen è qui. Non lo sa. Tornare. Non lo sa. Adesso che lui non c'è più. Carmen non lo s...

Cristobal. E' un grande manager. Lui lo sa. Bel libro. Relax. Promozione. FInalmente. Tutto bene. Adesso resta Asun. E poi la casa. E il bimbo. Ma prima il lavoro. Tutto bene. Promozion...

Barajas.

Ho avuto una Visione.

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Il mondo della Visione Artificiale. Mi ha sempre affascinato. Forse perchè ho speso un anno della mia vita, causa tesi, nel laboratorio di Robotica del Politecnico di Milano. In mezzo a robot (uno per tutti: il Moro)e sistemi di visione industriale. O forse perchè, più semplicemente, leggo fumetti di androidi, mutati, replicanti e tecnodroidi.

Sta di fatto che il mercato della visione artificiale mondiale sta concentrandosi, grazie ad una serie di acquisizioni. Che mettono in evidenza alcune aziende da monitorare attentamente.

- Cognex (produttrice di sistemi di Visione) ha appena acquisito DVT, azienda di telecamere digitali. Qui e qui.
- Dalsa (produttrice di telecamere industriali) ha appena acquisito Coreco Imaging, azienda di sistemi di imaging industriali. Qui e qui.

Non perdete di vista queste due aziende. Potrebbero essere delle sorprese. Per chi ama investire in borsa (Nasdaq). O più semplicemente per chi avrà bisogno, tra un paio di anni, di un innesto biodroide cyber-oculare.

L'anomalia.

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Economia in picchiata. Perdita di competitività. Concorrenza agguerrita. Capitalizzazioni ridotte. Italia SpA è in visibile affanno. Tutti sembrano soffrirne, oggi. Tutti. Tutti tranne Mediaset. Alcuni punti. Significativi.

1. negli undici anni dedicati a Forza Italia e al governo Silvio Berlusconi è riuscito a moltiplicare per tre il valore del suo impero. A inizio '94 il suo patrimonio era di 3,1 miliardi. Oggi i beni di famiglia sono lievitati a 9,6 miliardi.
2. dalla quotazione a oggi i titoli delle tv del premier hanno guadagnato il 187% (nello stesso periodo Fiat ha ridotto del 76% la sua capitalizzazione e il titolo Benetton ha perso il 24%)
3. I ricavi netti consolidati segnano una crescita del 12,1% e raggiungono i 3.441,6 milioni di euro rispetto ai 3.070,0 milioni di euro dell'esercizio 2003.
4. Il risultato operativo (Ebit) è pari a 1.034,2 milioni di euro, in aumento del 33,0%
5. L'utile netto evidenzia una crescita del 35,3% passando da 369,7 milioni di euro dell'esercizio 2003 ai 500,2 milioni di euro dell'esercizio in esame (2004).
6. La posizione finanziaria netta consolidata passa da -199,3 milioni di euro al 31 dicembre 2003 a +62,0 milioni di euro al 31 dicembre 2004.
7. Canale 5 si conferma prima rete nazionale, con una share media del 22,5% in day time. Italia 1 si afferma per il terzo anno consecutivo terza rete italiana in prime time con l'11,2% di share.
8. la Tremonti Uno e la Tremonti Bis hanno consentito a Mediaset di risparmiare oltre 150 milioni di imposte
9. Condono fiscale. Berlusconi si era pubblicamente impegnato a non utilizzare questo strumento per le società di casa. Peccato che quasi tutte le sue aziende ne abbiano beneficiato. In tutto sono stati versati 60 milioni circa per cancellarne 220 pretesi dall'erario.

Lorenteggio. Non siamo a Milano. No. States. Oklahoma City. Houston. Corpus Christi. Amarillo. Cincinnati. Chattanooga. Lorenteggio. Mai vista in Italia una tale concentrazione di SuperStore, Centri Commerciali, Outlet, Mall. Immensi capannoni sorgono in pochi mesi, ai lati della strada. Occupando quelli che un tempo erano sconfinati campi abbandonati. Nessun'altra zona di Milano ha una tale concentrazione di esercizi commerciali. Trony. Sansonite. Autogrill. Porcellanosa. Eldo. Castorama. ChiccoStore. E poi il cibo.

L'ultimo arrivato è un impressionante Auchan. A guardarlo è lì. Lunghissimo. Fino all'orizzonte. Sarà aperto a giorni. Lo stanno costruendo a fianco all'Esselunga SuperStore. Guerra senza esclusione di colpi. Accade così che nel giro di un chilometro quadrato si può scegliere tra:

- Nuovo MegaAuchan (in costruzione)
- Esselunga Superstore (vicino Tange)
- Esselunga Superstore (incrocio Bisceglie)
- Ipercoop La Torre
- Conad (un Conaddino piccolino senza speranza di sopravvivenza)

Mi chiedo come sia possibile. Lorenteggio è un bacino illimitato? Quanti miliardi di famiglie vivranno nella zona di Lorenteggio? Forse a Lorenteggio si moltiplicano e fanno più figli che in tutta Italia? La percentuale di crescita degli abitanti di Lorenteggio è una delle più alte al mondo? Si stanno verificando forse grandi movimenti migratori dal Sud del pianeta verso Lorenteggio? Qualche studio i signori di Auchan lo avranno pur fatto. Mi chiedo con quale criterio. Incuneati tra due Esselunga Superstore. Che abbiano deciso di seguire le politiche commerciali di Wal*Mart? Prezzi (e salari) stracciati? Chissà. Vedremo.

Austin. Sacramento. San Antonio. Milwaukee. Albany. Lorenteggio.

In tanti. In troppi. In tanti mi chiedono se l'esperienza del mio MBA in Italia (SDA, Bocconi) è stata interessante. Se la rifarei. Se ne è valsa la pena. Se ha ripagato. Se.

Difficile fare paragoni con l'estero. Conosco parecchia gente che ha preso l'MBA fuori Italia. Questo signore qui, ad esempio, l'ha preso a Chicago. Quest'altro, qui, all'INSEAD di Fontainbleau. Difficile fare paragoni.

Se ne è valsa la pena. Si. Ne è valsa la pena. Personalmente, ritengo sia stato di fondamentale importanza. Indimenticabile. Due anni di corso. Intensi. Apprendi. Alcuni grandi docenti. Altri un pò meno. Acquisisci un'enorme sicurezza. Incontri gente incredibile (e sfatiamo un mito: gli ignoranti alla PierSilvio B. non li incontri di certo ad un MBA). E poi ti capitano cose inaudite e che segnano la tua vita. Come la fondazione della Confraternita, ad esempio.

Bene. Vale la pena farlo. Dove? Dove, in Italia? Insomma, è semplice. Diamo un'occhiata ai ranking.

Strano. Solo andandotene via. Dall'azienda per cui hai lavorato per nove anni. Ti rendi conto delle relazioni strette negli anni con alcune persone. Relazioni. Professionali. Personali. Partners. Fornitori. Colleghi. Stampa. In due parole, il tuo Network Sociale.

Ieri ho saputo, ad esempio, che il Direttore Vendite del Gruppo Editoriale sul quale ho investito centinaia di migliaia di euro negli ultimi anni ha deciso di seguire direttamente l'azienda dove lavorerò a partire da giugno (al momento c'è un agente). Solo perchè andrò io.

Ora. No. Non fraintendete. Non sto tessendo le mie lodi, qui. Anche perchè ho fatto guadagnare talmente tanto denaro alle redazioni su cui ho investito in campagne pubblicitarie che ho probabilmente mantenuto intere famiglie del milanese per anni. No. Sto solo dicendo che non mi ero ancora reso conto del fatto che il Network Sociale creato, involontariamente, durante tutti questi anni avrebbe continuato ad esistere, allargandosi, e sopravvivendo ai cambiamenti professionali.

C'è un libro, di cui ben presto parlerò, che spiega tutto questo e da una sua speciale, interessante, originalissima interpretazione. E' Love is the Killer App. Di Tim Sanders. Ma questa è tutta un'altra storia (e un altro post).

Un addetto ai lavori, che non cito per ovvie ragioni, mi conferma che l'inaugurazione del nuovo avveniristico spaziotemporale Polo Fieristico di Milano (qui, link) è stata esplicitamente anticipata di due giorni per ragioni elettorali.

Ricordate, vero? Si. Ma si che ricordate. Il signor Silvio B. ed il signor Roberto F. che tagliano il nastro tricolore. Sfondo urbano alla BladeRunner. Torri e pareti di cristallo. Fanno il viaggetto in metrò (metrò richiuso fino a settembre, tra l'altro). Sorridono alla stampa. Inveiscono contro Fuksas. A quarantott'ore dall'inizio delle Amministrative.

Non avevate dubbi, lo so. Adesso ve ne do la conferma.

Beppe Severgnini, in risposta ad un lettore, dice la sua sugli spot commercial-nazionalistici FIAT ("Arigato! Merci!"), a lungo discussi, criticati o celebrati su g&f. In dettaglio, se ne è parlato qui e qui. Leggo, tra le altre cose.

(...) I marchi Fiat, quindi, provano a battere un nuovo tasto psicologico. Ripeto: potrebbe non essere una cattiva idea: a patto che l'offerta sia alla pari. Nelle rispettive categorie, considero la Panda, la Ypsilon e la 147 ottimi prodotti. I problemi stanno nella fascia medio-alta (...)

Il resto è qui.

Una storia esemplare.

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Quella di Mivar è una storia esemplare. Cassa integrazione. Oggi. Quattrocento dipendenti. Su cinquecento. Una debacle. La celeberrima azienda del signor Vichi. Le tivvù made in Abbiategrasso.

L'esempio che il low-cost italico non paga. No, non paga più, per lo meno. La dimostrazione cristallina che senza innovazione tecnologica saremo sopraffatti. Dai cinesi. O dagli asiatici. Insomma, da loro. Lo dico con una certa tristezza. Per i quattrocento dipendenti che entrano nel tunnel della Cig. E per la storia, esemplare. Che risulta ormai chiaro come soltanto un investimento in ricerca e innovazione e una chiara strategia di differenziazione ci salveranno dal tracollo (*).

(*) A meno che non ci si chiami Mediaset.

Gecauto.

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Vicenza. Due ore e mezza di A4. Direzione Fiera. Sfreccio sulla pseudotange. E la vedo. Una folgorazione. Entro. Consegno ai membri del team il certificato di membri onorari della Confraternita. E poi vado. Con le lacrime agli occhi.

Inutile dire che la mia prossima auto aziendale sarà una VolksWagen.