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Perchè licenzierei in tronco il Direttore Marketing FIAT.

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Li avrete visti sui quotidiani. Corriere. La Stampa. Repubblica. Il Sole. (No, la Padania non so. Non la compro, ultimamente). Ma anche tivvù. Le pubblicità FIAT. Lo spot. Quello autarchico. Lo avrete visto, insomma.


Arigato! Quando acquistiamo un'auto giapponese, i giapponesi ringraziano.
Merci! Quando acquistiamo un'auto francese, i francesi ringraziano.

E così via. E giù tutti i loghi del gruppo. E il messaggio finale, di grande stampo patriottico.

Metteteci alla prova.

Ora, analizziamo un paio di punti.

Primo. Il Direttore Marketing (o l'agenzia di pubblicità, il cui capolavoro è stato comunque approvato da un Direttore Marketing) che ha ideato lo spot ha le idee poco chiare, ed ha portato avanti un bel mix patriottico-commercial-autarchico di dubbio effetto. Soprattutto qui, in Italia.

Secondo. Il problema è reale. In Italia il 72% delle auto immatricolate sono straniere. In Francia le case automobilistiche nazionali possiedono il 58% del mercato. In Germania il 70% (!). In Giappone il 94%. In Italia, uno striminzito ventotto percento. Chiediamoci il perchè. Chiediamoci perchè gli Italiani non comprano auto italiane. Chiediamocelo, in prima persona. Perchè non compro auto italiane? Io non compro auto italiane perchè la mia percezione è che siano auto di scarso design e di bassa qualità. E sempre la mia percezione mi fa pensare che i servizi FIAT non siano all'altezza di quelli dei concorrenti. Attenzione. Potrebbe non essere vero. Forse. Ma è la mia percezione, oggi. E cosa fa FIAT per cambiare radicalmente la mia percezione? Invece di puntare su qualità, robustezza, assenza di rischio, servizi, design? Mi manda in onda la pubblicità dell'Arigato.

Terzo. Certo. Non è solo una questione di qualità. Anche il design, conta. Se mai FIAT dovesse convincermi (again, con fatti concreti, non con le cazzate dell'ultimo spot) di essere una azienda affidabile e di qualità, resterebbe il design. Bruttino. Brutto. Decisamente brutto. Ma questa è un'opinione molto personale. E pertanto non vado avanti. Dico solo che la qualità non sempre è sufficiente a far scattare la molla dell'acquisto nel consumatore (il sottoscritto).

Quarto. Consideriamo un altro punto. Come si discute anche su MList, qui ad esempio, attenzione ai ritorni negativi della pubblicità. Anzitutto una campagna del genere genera solitamente un contrattacco della concorrenza. E siccome la concorrenza è più sveglia del Direttore Marketing FIAT, il contrattacco avrà come focus ciò che davvero importa all'automobilista italiano: prezzo, qualità, robustezza, servizi, mancanza di rischio. Attenzione, quindi. E poi. E poi siamo sicuri che una campagna come questa non arrechi un danno ai brand di alto livello? Mi riferisco chiaramente ad Alfa, Lancia, Maserati. Forse Ferrari. Quei brand non hanno bisogno di disperate spinte nazionalistiche. Quei brand sono già dei brand stabili. Noti. Amati dai propri clienti. Una campagna del genere, una campagna che accomuna tutte le marche, da quelle più sgarrupate (FIAT) alle più nobili, può pertanto sortire l'effetto contrario.

Insomma, io non so chi abbia ideato (o approvato) una follia del genere (vuoi vedere che c'è Lapo dietro?). So solo che se fossi stato il suo capo, dopo aver bloccato gli spot, lo avrei come minino licenziato in tronco.

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