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April 2005 Archives


Li avrete visti sui quotidiani. Corriere. La Stampa. Repubblica. Il Sole. (No, la Padania non so. Non la compro, ultimamente). Ma anche tivvù. Le pubblicità FIAT. Lo spot. Quello autarchico. Lo avrete visto, insomma.


Arigato! Quando acquistiamo un'auto giapponese, i giapponesi ringraziano.
Merci! Quando acquistiamo un'auto francese, i francesi ringraziano.

E così via. E giù tutti i loghi del gruppo. E il messaggio finale, di grande stampo patriottico.

Metteteci alla prova.

Ora, analizziamo un paio di punti.

Il frutto della globalizzazione. Del multiculturalismo. Della confusione etnica. Vilanova. Paesino sul mare. A due passi da Barcellona. Ristorante La Vaquita. Ha pure un sito, lo scoprirò dopo. Leggo l'insegna. Ristorante Argentino-Catalan y Vegetariano. Argentino. Catalano. E pure Vegetariano. Mi fermo a riflettere. Qualcosa torna alla mente. Come se fosse un deja-vu. E poi passo, rapisamente, avanti.

Adesso. Adesso ricordo. Quella insegna a Milano, in Viale Tibaldi. Adesso rimossa. Sabor Ladino. Ristorante Cinese.

Il multiculturalismo è anche questo. It breaks all the rules. Niente più regole. Niente più è come prima. Anche i paradossi (Argenino-Vegetariano; Latino-Cinese) sono ammessi. Non so se sia un bene, ma è come minimo eccitante per le nostre menti annoiate.

Per chi avesse perso la prima parte, eccola qui.

Ora, dicevamo, bisogna anzitutto imparare a distinguere il nome dell'head-hunter. Nome che non può - no, non può, proprio non può - essere Lavoriamo Insieme Amici Miei oppure Vivi e Lavora com Gioia e Beatitudine, ma deve avere uno stile un pò speciale, ad esempio una cosa tipo Sbrudzell & Robinson & Sons o anche Wolverine & Russell Executive o giù di lì. Insomma, ci siamo capiti.

Altra cosa fondamentale da sapere: il civvì non serve a nulla. Zero. Nada. Inutile inviarlo. Non serve. A nulla. Tutto funziona tramite le relazioni. Complesse relazioni. Referenze. Networking. Bisogna sperare, pertanto, di essere già in contatto con il cugino del fratello dell'amico del collega della nonna della segretaria del socio della Sbrudzell & Robinson di turno, così da stabilire un primo inestimabile punto di contatto. Non sempre però ciò accade. O magari accade, ma se si ha sfiga e muore la nonna della segretaria la catena si fotte prima del previsto e si resta spiazzati. In tal caso vale la regola dell'autopresentazione.

Quieles la cuenta pol favol?

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Non potete immaginare. Mai visto prima. Non potete. Immaginare. Quanto sia divertente andare ad un ristorante cinese. A Madrid. I cinesi parlano uno spagnolo fantastico. Divertente. Interessante. Il cignolo. E, guarda un pò, anche qui non pronunciano la elle. Quieles la cuenta pol favol?

Mi chiedo sempre, in questi frangenti, quale sia il mio accento. Quando parlo in spagnolo. O inglese. Un anno fa un giornalista catalano mi fece i complimenti per il mio itagnolo. Complimenti. Col cavolo. Mi demoralizzò a tal punto che ripresi a studiare spagnolo per altri tre mesi.

Questo post farà felici molti blogger. E molti altri, non blogger, passati qui per culo o per puro caso (ricerche con Google, link errati, crash di IE e tutto questo genere di cose). Vedremo infatti come inviare il proprio civì (CV) all'azienda di recruitment giusta e come avere successo nella selezione. Non che io sia un grande esperto di questo genere di cose. No, no. Ma qualche offerta dopo l'MBA è arrivata. E ciò che ho imparato lo spiattello. Qui.

Ora la prima regola è: se l'head hunter (il Cacciatore di teste) non ha un nome pazzesco, un nome impossibile, impronunciabile, irripetibile, mollate immediatamente tutto. Offriranno solo lavori di scarto. Lavorucoli di seconda mano. Niente a che fare con la nostra ricerca di posizioni executive. Mai fidarsi dunque di aziende dal nome come Lavora con Noi, o Man at Work, o anche Work is so Beautiful o ancora Working Right All Day All Night. No. No, no. Fidatevi invece di Rossbrundel & Strainbow. O di Sprainfield & Gossbindher. O Sbraithouldgonov & Brothers & Randystuard & Sons. Questi si che vi introdurranno nel fatato mondo executive. A questo punto, individuati due o tre head-hunters dal nome pazzesco (conviene sempre premunirsi di qualche nome di scorta, che il mio metodo non è mica infallibile) si passa al contatto diretto.

Hasta luego, Madrid.

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Domani, Madrid. Oggi, in realtà. Che è già mercoledì. Il mio arrivederci a Madrid. Non addio, che suona sempre male. Ultimo viaggio a Madrid. Con la vecchia azienda. La nuova ha sede a Barcellona, quindi non mi capiterà più così spesso di volare da queste parti. Peccato. Mi mancheranno Gran Via e Plaza de Espana e la gente e il cibo e tutto il resto. I miei saranno viaggi catalani. Ma il cuore resterà con gli amici e la gente conosciuta qui nella capitale. Hasta luego, Madrid.

Torino e i libri.

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Ma tu guarda. Torino. Capitale mondiale del Libro 2006. Qui. E chi se lo aspettava. Beh, no. In realtà no. Se avessi avuto la possibilità di candidare una città italiana, avrei nominato Torino. Perchè. Perchè la Fiera del Libro merita. Perchè è una delle poche, pochissime fiere del settore, in Italia. Perchè resiste alla crisi delle fiere, anzi cresce, cresce smisuratamente, anno dopo anno. E poi.

E poi. Perchè passeggiare tra migliaia di libri mi riempie di soddisfazione. Perchè ci vado dai tempi dell'Università. Perchè ci ho incontrato tanti scrittori, più o meno noti. Perchè due anni fa mi sono registrato anch'io come scrittore (io, scrittore, ma vi rendete conto?, figuriamoci...) e da allora mi invitano, sistematicamente, alla manifestazione. E perchè anche quest'anno sarò lì, domenica otto maggio. A godermela. L'unica fiera del libro, in Italia.

Ne avevo già parlato. Qui. In occasione della mia disavventura-avventura con Apple. Riepilogo: acquistati due nuovi iPod Shuffle da apple.com. Uno si perde. Nei meandri delle poste statunitensi. Chiamo Apple in California (suppongo). Mi assicurano la spedizione di un terzo iPod. L'iPod arriva. Dopo tre settimane. E mi conquistano a vita.

E' il Residual Value of a Customer. Con pochi dollari (il prezzo di produzione dell'iPod sarà poche decine di dollari) otterranno da me acquisti multipli, nei prossimi anni. Sarò loro cliente a vita. Azzerando il rischio dell'acquisto da web. Ora, Kramerilio fa un altro esempio. Sul suo blog. Ancor più chiaro a lampante del mio caso-iPod. Lo fa qui.

Lui dice, va a mangiare una bistecca al ristorante. E qui non vorrei aprire l'inadeguata parentesi sulla varietà dei ristoranti di Austin, Texas: bistecca o Tex Mex o bistecca o Tex Mex o, dulcis in fundo, bistecca al Tex Mex. Ma non essendo questo il motivo del post, andiamo avanti.

Venticinque aprile. Liberazione. Non ancora dal signor Silvio Berlusconi. Ma manca poco, ormai. Nel frattempo, nuovo esecutivo. Nuova lista di Ministri. Nuova???

Gianfranco Fini, Enrico La Loggia, Mario Baccini (no, non è il fratello del cantante), Lucio Stanca, il geriatrico Mirko Tremaglia, Stefania Prestigiacomo, Roberto Calderoli (Calderoli, ma vi rendete conto?), Carlo Giovanardi, Giuseppe Pisanu, Roberto Castelli, Domenico Siniscalco, Letizia Moratti, Roberto Maroni, Antonio Martino, Gianni Alemanno, Altero Matteoli, Pietro Lunardi restano dov'erano.

Occhei. Dunque. Qual'è la novità? Le stesse facce. Stesse funzioni. Stessi ministeri. Qual'è la novità, quindi? Due donne. Sempre e solo due donne nell'esecutivo. La più bassa percentuale degli ultimi cinquant'anni. Dov'è la novità, ordunque?

Un attimo. Eccola. Claudio Scajola (prima defenestrato, poi reintegrato, ne sarà felice la vedova Biagi), Stefano Caldoro (dello zombiPSI), Giorgio La Malfa (figlio del più celebre Ugo, anch'egli defenestrato per coinvolgimento in Mani Pulite, adesso resuscitato. E' proprio vero che in Italia tutto si dimentica), Francesco Storace (trombato nel Lazio, ministro riciclato), Rocco Buttiglione (eurotrombato, ministro riciclato).

Insomma, un grande, grande, esecutivo. L'ultimo regalo del signor Silvio B. E buon venticinque aprile a tutti.

Fri is a megic nambar?

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Tre. Notavo qualche tempo fa le offerte Tre. Passaggi a diciannove euro. Offerte tariffarie a partire da nove. Telefonini a prezzi impensabili. E la migliore tecnologia mobile è nelle tue mani.

Mi chiedo come sia possibile e su quali obiettivi si basino i piani del signor Tre. Intendo dire: sicuramente non è il pareggio (il break-even), che con queste tariffe ci metteranno decenni a recuperare gli investimenti fatti. A meno che. A meno che tutti i vari servizietti (MMS, cagate da scaricare, eccetera) non fruttino a tal punto da compensare i piani tariffari straccciati.

E' chiaro che puntino al numero di abbonati. Non vedo altre possibilità. Me lo ha confermato anche Geco6, quello della dipartita per Baccalàcity. Il guru dello spamming (mobile, perchè adesso conosco un altro guru dello spamming, questo signore qui). Quello degli essemesse rompipalle, insomma. Ecco.

Riepilogando: obiettivi basati sul numero di abbonati. Con tariffe iperstracciate. Ora. Non vi ricorda un pò i goal delle internet company della niù economy, quelle spazzate via dalla tempesta di pochi anni fa? Goal aziendali: numero di click, numero di visite, visitarori unici sorridenti sul portale, numero di giri di mouse sul banner. Goal effimeri. Crollo assicurato.

E' questo il destino di Tre?
(domanda, non retorica, per i marketing guru e gli alfieri della post-niùeconomy).

Era il trentuno dicembre duemilaequattro. L'ultimo giorno dell'anno. Una strana sensazione. Sai quando hai quella strana sensazione di avere una strana sensazione? Ecco. Pochi minuti prima della mezzanotte. Me lo sento. Si, me lo sento. Duemilaecinque. La mia vita cambierà. Mi ero detto. E intendevo cose del tipo:

- sostituzione del chinotto sampellegrino con quello esselunga
- scelta dei posti in volo sul corridoio piuttosto che al finestrino
- sveglia alle sette anzichè alle sette e un quarto
- background del blog turchese posillipo anzichè turchese shangai

E altri cambiamenti epocali del genere. E invece. E invece è accaduto di tutto. Sul serio di tutto.

1. sto per diventare papà.
2. ho preso in affitto un gecorifugio estivo
3. dopo due anni di vita nella grotta l'MBA si conclude e rivedo la luce del sole
4. ho appena dato le dimissioni (*)
5. ferie azzerate. Non vedrò il gecorifugio neppure col cannocchiale
6. dal 1° giugno nuovo lavoro, nuova sede, nuova azienda, nuovo ruolo, nuova auto, nuovo tutto
7. addio Austin e Madrid. Si inizia a viaggiare altrove.

Ecco. Ora, io so solo una cosa. Che se mi viene in mente di ripensare una cosa simile il trentuno dicembre del duemilaecinque vi autorizzo a darmi un cazzotto sul muso.

(*) per varie ragioni, facilmente comprensibili, ne parlerò in dettaglio a cambiamento avvenuto. Posso solo dire che lascio la Spagna per Europa + Medio Oriente + Africa (=EMEA).

Una Gecocena memorabile.

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Una Gecocena memorabile, quella di oggi. Incredibili novità. Grandi cambiamenti, all'interno della Confraternita. Lo spazio ed il tempo che si incrociano. Geco6, il generatore degli essemesse rompipalle di Vodafòn, che lascia Milano. E l'Italia. Anche lui. Dopo Geco8, il celeberrimo Anticipatore di Tendenze. Per andare a vivere nel paese dei baccalà. E poi la nascita del supremo Inno della Confraternita. Un'opera superba. E poi. E poi il sottoscritto. Che si licenzia. E cambia lavoro. Ma questa è un'altra storia (e un altro post, si, presto).

Che dire. E' un momento solenne. E' il momento di brindare. Un brindisi. Alla Confraternita, ormai di fatto Internazionale (Milano-Bologna-Baccalàcity). Cantiamo. Tutti insieme. Con tutto il fiato che abbiamo in gola.

E Forza Gechi
Inno ufficiale della Confraternita.

Berlino. L'intero foto set è qui. La città Est. La porta di Brandeburgo. Le meraviglie high-tech di Potsdamer Platz. La città dall'alto. Il fiume. Il Tubone. I Berlinesi. La loro notte. E la mia metà, panciuta.

Le parole. I post. I racconti di viaggio. Gli aggregatori. Verranno, dopo. Per il momento ecco le prime foto. Berlino. Quattro giorni di mezza primavera. Qui il set preliminare. Altre foto verranno, domani.

Dimission Impossible.

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Torno da Berlino. Quattro giorni. Mica un mese. O un anno. No. Quattro giorni. Quattro. Solo quattro. Eh. E che ti ritrovo? Quello che esce dal governo, dopo l'ecatombe, con tutti i suoi ministri, e dice che lo convince lui, massì, lo convince lui il Silvio B. E poi lui che prima dice di dimettersi e poi no, adesso si, adesso invece no, non mi dimetto, non mi dimetto più. E ancora quell'altro che accetta le dimissioni dei ministri, ma non le dimissioni del Silvio B., che prima dice di si e poi no, no, non mi dimetto mica più.

In Germania si sarebbero dimessi per molto meno. Per uno scandaletto. Per un capello fuori posto sotto la bandana a pois. Qui invece. Un casino. Si, no, poi si, ma figuriamoci, invece no. Che bello. Che bello, tornare nell'Italietta di Silvio B.

Il cielo sopra Berlino.

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Ecco. Ci siamo. Oggi giornata campale. La fine di un'era. Vado sul personale. Un giorno, forse, racconterò. E poi. E poi, finalmente. Si parte. Berlino. Tra un paio di ore. Malpensa Express. E no. Stavolta no. No PC. No palmari. No cellulari. No internet. No wi-fi. Nada. Solo un moleskine e la mia fida camera digitale. E poi la bibbia. E poi ancora i suggerimenti ricevuti da Teo e Ale. Rientro, lunedì. Giusto in tempo per l'imperdibile introvabile insindacabile Gecocena di Aprile.

Business Etiquette

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The Economist. Sezione Cities Guide. Business Etiquette. Informazioni. Sul bon-ton legato agli affari. E sulle abitudini locali. Imperdibili.

Milano. Buon appetito. E niente cappuccino.
• Most Italians say buon appetito before eating, and you should follow suit (...). Take care when ordering coffee; topping off a meal with a frothy cappuccino would be unthinkable to an Italian (read our coffee tips). Ask for an espresso instead.

Berlino. Almeno un bicchiere di vino. O niente sesso per sette anni.
• It is considered impolite to start drinking before everyone has raised glasses together, a procedure you usually repeat with each round. (According to German superstition, if you don’t look into another person's eyes when clinking glasses, seven years of bad sex will follow.)

Parigi. Ehi. Attenti. Attenti ai baci.
• What should the visitor do about kissing? The answer is to be cautious. In social settings men and women who know each other as little more than acquaintances will kiss on both cheeks. A kiss on one cheek would be considered cold and dismissive; kissing three times is considered a vulgar habit of the Midi (France’s southern region).

Colazione. E' l'alba. Otto del mattino. Sabato. Meeting. Vorrei tanto essere a Milano. A letto. Al caldo. Sognando di pecore elettriche e cyborg meccatronici. E invece no. Sono qui. Amsterdam. Uova e bacon. Colleghi. Internazionali. Il cinese si avvicina. Sonno. Fa che non si sieda qui. Otto del mattino. Il mio inglese non può ingranare alle otto. No, Fa che non venga qui. Sonno. Caffè. Fa che non venga qui. Pietà. Si siede qui.

Il cinese non è cinese. E' Koreano. Korea. So solo che è a destra. Molto a destra, da qui. Sembrano tutti uguali. Mi saluta. Gudmonin'. Gudmonin'. Mi chiede se sono spagnolo. Anche noi, evidentemente, siamo tutti uguali. Anche noi a sinistra, molto a sinistra, da lì.

Dormo. Sono sempre le otto. Secondo cappuccino. Frutta e spremuta. Mi parla di se. Mi dice che i Koreani sono come gli Italiani. Sono come noi. Mi dice che siamo simili, che ci assomigliamo, che ci comportiamo allo stesso modo. Saremo cugini, penso. Faccio per alzarmi, ma mio cugino mi blocca. Lo sai perchè? Adesso mi ha incuriosito. Mi risiedo. E resto ad ascoltare.

Voi pensavate. Ai blogger di BoingBoing [link], il blog più letto degli US, come ad uno stuolo di spocchiosi geek. E no. No, proprio no. Vi sbagliate. Ci scrive anche Xeni. Guardate un pò qui.

L'esclusività è una delle leve più utilizzate nel marketing, ultimamente. Pensate all'invito esclusivo ricevuto da McD's per provare in anticipo le Salads Plus. Ora, ieri ricevo da sconosciuti questo nuovo messaggio:

Giusec, il locale estivo più glamour di Roma sta per aprire. Rimarremo in contatto con te per avvisarti in anticipo circa le nostre serate, i nostri concerti, i nostri brunch in piscina ma soprattutto la nostra inaugurazione. Ancora qualche giorno di pazienza e potrai sapere di cosa si tratta. Nel frattempo, fino al 15 aprile, le liste per la serata di inaugurazione sono aperte. Tra poco riceverai l'invito e se desideri vengano avvisati anche altre persone, mandaci la loro email, provvederemo a inserirle nella nostra mailing. Grazie, Inaugurazione.

Ora, le parole chiave qui sono, chiaramente: glamour, (avviso in) anticipo (e dunque esclusività), nomi di altre persone (referenze, gratuite). Peccato però che...

Supersize me!

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Che tempismo. McDonald's Italia. Interessante. Notare l'annuncio delle Salads Plus. In un'occasione speciale: l'uscita sui grandi schermi del film Supersize me. Caso. Coincidenza. Non direi. Ma andiamo per ordine. Punto uno. Avevo già detto delle nuove Salad Plus qui e qui. In breve: McD Italia mi invita a gustare in anteprima la grande novità: le Salads Plus, appunto. Fa uso di alcune (note) leve di marketing per incuriosirmi e convincermi dell'esclusività dell'invito.

La invitiamo a scoprire il nuovo gusto della Linea Salads Plus TM! Gusto, scelta, Vitalità. McD's è lieta di invitarla in anteprima nazionale a provare la nuova linea Salads Plus TM. Fresche insalate servite insieme ad un petto di pollo caldo, da gustare con coltello e forchetta!

Punto due. Supersize me. Film uscito circa un anno e mezzo fa in US e appena sbarcato in Italia. Il regista si ciba per un mese da McD's (in particolare le offerte Supersize) e filma quotidianamente il suo declino fisico (e sanitario). Clamore. Al punto che McD's decide di ritirare il menu Supersize.

During the journey, Spurlock also put his own body on the line, living on nothing but McDonald's for an entire month with three simple rules: 1) No options: he could only eat what was available over the counter (water included!). 2) No supersizing unless offered. 3) No excuses: he had to eat every item on the menu at least once

Insomma, strano tempismo. McD's è consapevole dell'effetto disastroso che il film (ed il relativo buzz) potrebbe causare in Italia/Europa, e reagisce con il lancio delle salutari Salads Plus. Vedremo. Come andrà a finire. La mia impressione è che siano le ultime disperate mosse di chi conosce il suo (atroce) destino.

Il phone integrato.

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Amsterdam. Hotel a quattro stelle. Ne ho visti tanti. Senza bidè. E' un asset tipico delle abitazioni e degli hotel britannici. E del nord. Europa. Olanda. Scandinavia. Ma il phone integrato no. Il phone integrato alla scrivania no. Inscindibile. Mai. Mai visto prima. Zona business della camera. Scrivania. Cavo per connessione a banda larga. Istruzioni wi-fi. Alimentazione. Phone integrato. Minicavo. Sei obbligato. A sederti. Per asciugarli.

Forse da queste parti ci si prende un break e ci si asciuga i capelli. Dopo aver lavorato un pò. Odiodio. Stanchezza. Mi asciugo un pò e finisco la presentazione. O forse è perchè piove. Spesso. Quindi in genere si entra in camera. Ci si siede. E ci si asciuga un pò. O forse ancora è un aiuto psicologico. Mi siedo alla scrivania ad asciugarmi. E si, dai. Visto che ci sono lavoro un pò.

Forse bisognerebbe proporlo al sig.Silvio Berlusconi. Per aumentare il PIL italiano. Invece di toglierci giorni di ferie. Si istalla un asciugacapelli su tutte le scrivanie d'Italia. E magari un pò di lavoro in più salterà fuori.

Amsterdam.

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Si riparte. Olanda. Amsterdam. Business meeting. Cena. Poi salto al coffee shop. Sarà la migliore presentazione della mia vita.

Voglio dire. Euro batte Dollaro. Uno e ventotto a uno. Che significa. Come che significa. Cazzo. Tu c'hai un euro. Prendi un volo. Nove ore. Arrivi a Nuovaiorca. O Washington Disì. E c'hai, come per magia, un dollaro e ventotto centesimi. Adesso cominci a capire.

Andiamo oltre. Il tuo stipendio. Il tuo misero stipendietto da impiegatucolo piccoloborghese. Chessò io. Mille euro al mese. Allora, che fai? Prendi un volo. Nove ore. Arrivi a San Fanzisco. O Scicago. E c'hai, come per incanto, mille e duecentottanta dollari.

A questo punto il gioco è fatto. Fanculo al carovita, all'euro in salita e a tutto questo genere di cose. Tu pigli un volo al mese. Arrivi di là. Fai le tue robe. Compri, spendi. Sberleffi gli americani. Poi torni qui. Funziona, funziona.


Piesse: dedicato a quei simpatici commercianti di Roma, che hanno aumentato del 20% i prezzi in occasione della morte del Pontefice e della conseguente invasione dei pellegrini.

Urban regeneration.

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Ancora The Economist. Questa volta Milano. Questa volta dati positivi. L'articolo (qui, via The Economist. A pagamento) si intitola Urban regeneration. Un estratto.

For decades, the town of Rho on the outskirts of Milan was best known for its oil refinery: 120 hectares of carbon crackers, pipes and storage tanks. The polluted plant closed in 1992. And on March 31st, after a clean-up and completion, on time and within a €750m ($970m) budget, Milan's new trade fair was inaugurated on the site.

E poi ancora su Milano, sull'area Garibaldi-Repubblica, futura città della Moda. E poi Torino, e il caso Lingotto. Insomma, questa volta ne usciamo bene. Forse perchè il Governo non ne è coinvolto. Chissà.

Neo Historia Gecocenensis

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Ecco un pezzo di Storia della Confraternita, aggiornato a marzo 2005. Quella parte di storia a prima vista ludica, ma con un chiaro risvolto sociologico: le Gecocene. La lista. Ho deciso di aggiornare e condividere la lista. Osterie. Trattorie. Ristoranti. Che può essere utile avere la lista dei luoghi delle Gecocene. Che potreste lì recarvi e cibarvi pensando Cavoli. Pensa. Ma santoiddio. Ma pensa un pò. La Confraternita ha cenato qui. E giù a far foto ai tavoli, ai camerieri, ai cessi, ai padroni di casa, al cibo sbriciolato.

Ma bando alle ciance. Ecco la lista aggiornata. Fatene buon uso. E iniziate a pensare a dove potreste trovarci la notte del 20 Aprile. E diventare - d'incanto - Gechi (o Geche) Honoris Causa della celeberrima irraggiungibile inarrestabile inafferrabile Confraternita del Geco.

> Mercoledì 20 Aprile 05 (il sottoscritto è il Grangeco): luogo ancora ignoto, Milano.

Se non lo state guardando, fatelo. Ballarò. RAI Tre. Silvio Berluconi e il quasi*** fido Alemanno in balìa dialettica di Massimo d'Alema e Francesco Rutelli. Uno spettacolo. Imperdibile.

*** quasi. Spesso, e volentieri, in disaccordo col suo premier.

Update: SilvioB ha appena affermato che ridurrà ancora le tasse per l'1% del PIL. Inoltre saranno vendute proprietà dello Stato per ridurre il deficit, altrimenti destinato allo sforamento. Ed eliminati enti inutili (interessante. Quali?).

Update2. Alemanno in evidente confusione dialettica. Continua a mettere in dubbio le previsioni del premier.

Foto!!!. Il fotoset dell'ecatombe (via Flickr).

Direzione Sud.

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Così. Per divertimento. Faccio mente locale. Quanti paesi. Quanti ne ho visitati. In vita mia. Prendo una mappa. Li coloro, in rosso (click sull'immagine, sotto). Troppo pochi. Gesù, troppo pochi. Pazzescamente pochi. Devo rimediare. Bisogna ripartire. Immediatamente. Conoscere. Paesi lontani. Culture ignote. Oriente. E Sud. Vado, adesso. Direzione Assago. E magari anche Buccinasco (e' sempre Sud, no?).

Si fa come dico io.

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Il Signor Silvio B si pronuncia. Era ora.

«Voglio vedere cosa hanno da dire, ora, dopo avermi messo i bastoni tra le ruote quando ho tentato di tutto per raggiungere un accordo elettorale con la Mussolini, con i Radicali, anche con Rotondi e la sua Dc! Nel Lazio ne hanno fatte di tutte e di più (...) e comunque ci troviamo con Ghigo e Storace sconfitti (...) Ma alle Politiche si fa come dico io»

E poi.

E poi quanti voti hanno preso in queste elezioni (...)? Non mi pare un trionfo... Comunque, se vogliono fare i conti sono qui che li aspetto. Vediamo dove vanno senza di me...

Parole dure. Contro l'Unione. Ma no, ma no. Figuriamoci. Contro i suoi stessi alleati. Che l'ecatombe è tutta colpa loro. Ma si, si. Tutta colpa loro. Vediamo. Vediamolo, dove vanno, senza di lui.

L'ecatombe.

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E mentre millecinquecento impiegati (no, non i soliti, sfigati operai. Non questa volta. Impiegati.) FIAT si ritrovano allegramente in Cassa Integrazione e l'Italia si appresta a sfondare il tetto del deficit, finalmente sappiamo com'è andata. Per la Cidielle è l'ecatombe elettorale.

- 11 a 2
- 52.3% a 44.1%

Ma le capiranno le ragioni? Hanno coscienza di ciò che sta accadendo? Per quanto si sforzino, pare di no. E' sufficiente leggere questo commento, lucido e cristallino. Appena pubblicato. Sul sito forzitaliota.

La commozione per la morte del Papa ha sicuramente fatto passare in secondo piano le elezioni e potrebbe aver allontanato dalle urne gli indecisi e coloro che di solito vanno ad ingrossare il numero degli astensionisti, che tra l’altro leggendo i giornali o guardando la tv non sono stati debitamente informati sulle elezioni.

Silenzio stampa.

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Non dico nulla. Undici a due. Non lo dico. Meglio non dirlo. Lo dico. No, meglio di no. Silenzio stampa. Fino a domani. Meglio essere scaramantici, in queste situazioni.

E' così bello quando hai un server (virtuale) tutto tuo. E' incredibilmente bello sapere che, se hai dei casini, vai lì, vai sul pannello di controllo, e shutti tutto lo scibile down e il tutto ti riparte perchè sei stato tu, l'hai risolto tu il problema, mica loro, no, no, tu.

Ma è ancora più bello accorgersi che anche il pannello di controllo è down, e allora non avendo un pannello di controllo per shuttare down il pannello di controllo per shuttare down il server virtuale, non resta che attendere che tutto torni in vita. Così, come per miracolo.

I fantastici quattro.

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Mi diverte. Andare alla continua ricerca di nuove osterie e ristoranti. A Milano. Guide, Vivimilano, le Gecocene, amici, web. Mille le fonti. Ci vorrebbe un ristorante a sera per conoscerli tutti. E allora compio un'opera di bene e ne recensisco quattro. Due mai citati. Gli altri due ben noti, per i frequentatori di g&f e delle Gecocene.

- Ristorante Zio Pesce
- Pizzeria Demus
- Osteria Grand Hotel Pub
- Trattoria Trinacria

Le recensioni? Eccole.

Ansa. Berlusconi si è recato oggi a Porta a Porta, in RAI, a dare l'ultimo saluto al Pontefice. Alla domanda perchè a Porta a Porta, se il Papa è in Vaticano? il premier ha risposto E Vespa dove lo mettete?. Durante l'intervista di sedici ore con Bruno Vespa, trasmessa integralmente oggi dai RAI uno e intervallata da fastidiose interruzioni dalla Santa Sede, Berlusconi ha annunciato, tra le altre cose:

Quirinale? Non mi interessa più. Ho altre mire, adesso che s'è liberata una posizione in Vaticano.

Il premier ha anche votato a Porta a Porta. Ha infatti chiesto (e ottenuto) che il seggio di Arcore fosse spostato a Saxa Rubra. Un autobus di linea Arcore-S.Rubra è stato allestito ieri dal Ministero degli Interni per permettere il voto fuori sede agli abitanti del comune Lombardo.

Luce indiana.

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In Italia oggi si vota. Negli US invece arriva oggi l'ora legale. A una settimana di distanza dall'Europa. E' interessante notare che Arizona e Indiana resteranno all'ora solare. Arizona e Indiana. Ora, posso capire l'Arizona. C'è una luce inimmaginabile da quelle parti, che in confronto quella del Mediterraneo è penombra. Ma l'Indiana. Perchè proprio l'Indiana. Cosa diavolo ha da perderci l'Indiana. Chissà.
Nota. CNN afferma che

Cows don't wear watches. Farmers complain that many animals can't adjust to time shift.

Perdersi a Lissone.

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Perdersi a Lissone non è consigliabile. Non che sia pericoloso, no, no. Almeno di giorno, non direi. Ma mancano i punti di riferimento, a Lissone. Rotonde. Ci sono tante rotonde. Tutte uguali. Vai a capire qual'è quella giusta. Mobilifici. C'è un mobilificio ogni cento metri. Tutti uguali. Anche i proprietari sono uguali. Cambiano i cognomi. Ma i proprietari sembrano aver subito un qualche processo di clonazione. Mobilificio Cazzaniga. Mobilificio Cairoldi. Mobilificio Aliprandi. Mobilificio Bassi. Mobilificio Brambilla. Non puoi certo fermarti e dire Sono in via Vattelapesca. Dopo la rotonda, a fianco al mobilificio. No. Non puoi mica dirlo questo. Che sarebbe come dire Sono in città per strada all'incrocio dopo il semaforo.

Ecco. Perdersi a Lissone non è consigliabile. A meno che tu non sia andato per comprare mobili. Allora no. Allora basterà andare. Randomicamente. A caso. Basterà scegliere una rotonda (la tua rotonda) ed un mobilificio (il tuo mobilificio). E ne sarai soddisfatto.

Ci siamo. Domenica, lunedì. Elezioni 2005. Si vota. Lo vedo già. Caos. Dati, dati, dati. Poi, alla fine, tutti vincitori. Noi teniamo. Noi non arretriamo. Noi invece arriviamo dove pensavamo. E così. Così mi sono dato tre criteri personali. Per decidere chi, secondo il sottoscritto, avrà vinto o perso. Conterà ben poco, a livello nazionale. Ma per lo meno io avrò le idee chiare. (Si. Me lo vedo già, il Corriere, in prima pagina, martedì: Il Centrodestra tiene. Ma secondo i criteri di g&f è una sconfitta epocale).

Criterio 1. Numero di regioni. Ad oggi otto regioni sono governate dalla Cidielle. Sei dall'Unione-GAD-Tutti a sinistra e dintorni. Otto e sei.

Intrablog: so far, so good.

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Ad una settimana dalla nascita, aggiornamento sull'esperimento Intrablog aziendale. Ad oggi:

- gli autori sono passati da 2 a 9
- inizialmente nato per coprire news interne del dipartimento marketing si è esteso adesso anche al dip. vendite
- la branch francese della stessa azienda ha chiesto la creazione di un nuovo intrablog per ripetere l'esperimento in Francia

Insomma, so far, so good. Come disse George Dabliu Bush quando riuscì a falsificare buona parte dei voti repubblicani della Florida. Era il lontano duemila.