Aiah nouwamba. Lift me up. Aiah nouwamba. E sfreccio via, sono solo le quattro del pomeriggio e l'auto sfila come un rasoio, direzione centro. Mi tocca passare anche da corso Vercelli, diosanto proprio corso Vercelli, ancora una volta dal fottutocorsovercelli, devo imparare una buona volta, devo imparare, devo sforzarmi ad imparare una qualche deviazione che mi eviti di passare da qui.
Due sedi fasciste, oh, maddai, ho detto fasciste, che lapsus, proprio in periodo elettorale, diodiodio, scusate, maccheddico, due sedi di Alleanza Nazionale e tanti piccoli piersilviberlusconi e marineberlusconi al passeggio fanno di questa sfavillante via una delle più insopportabilmente odiate - dal sottoscritto, chiaro. Le mille luci di corso Vercelli. Devo cercare una via alternativa e passo di fronte alla sede di Pierolini no Pascolini no Prosperini pensando evaffanculo se fossi un tassista questo non accadrebbe, no, proprio non accadrebbe, no, no.
E continuo. Verso il centro. Tra poco. Tra poco lo saprò.
E poi Ticinese e Romana e il Policlinico e mi sembra di fare un giro turistico della città e invece no, eccomi, sono già arrivato. Alle porte dell'impero. La Mangiagalli. E' l'Impero delle donne panciute, pensate, pensate ad un regno retto da sole donne incinta, io sono un messaggero di un altro pianeta, sono un estraneo, lo vedo che mi guardano male, non ho la pancia, sono un forestiero io, ma vengo in pace, non ho intenzioni belligeranti, no, sul serio, no, no.
La mia metà è qui. L'emissario dell'Impero ci attende. Dura poco. La chiamano ecografia, una delle pratiche più in voga nell'Impero. E lo so. Finalmente lo so. E' lei. Una lei. Dovrebbe. Essere. Una lei.
E poi esco dal palazzo, sono sempre un pò sotto choc quando assisto alla pratica imperiale dell'ecografia, mi prendo un caffè. E' una lei. E' lei. Asia. Sara. Camilla. Umaturman. Gaia4. E' lei.
E riprendo l'auto, e lascio il centro, il tempo scorre veloce, troppo veloce, e sono daccapo in corso Vercelli, eccheccazzo, devo cercare una via alternativa e riecco la sede di Panzolini, no Pisolini no Prosperini evaffanculo se fossi un tassista tutto questo non sarebbe certamente accaduto.
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