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Io Fedebasso l’ho conosciuto circa sette anni fa, nel profondo sud degli Stati Uniti. Ero l� per imparare a muovermi nello sfavillante mondo aziendale: ero appena stato assunto, infatti, con suo fratello, Maubasso. Quindi: eravamo lì per lavorare. Come dei negri. Anzi, come dei messicani, che in Texas rappresentano lo strato sociale più basso, quello che i black occupano nel resto del paese. E invece Fedebasso arrivò lì per una vacanza di un mese, approfittando della presenza del fratello maggiore.

Ora, io uno che va in vacanza in Texas non l’ho mai visto in vita mia. Prima di tutto era agosto. Non il tre agosto. E neppure il ventinove. Era Ferragosto. Pieno Ferragosto. Ed uno con tutte le rotelle a posto a Ferragosto se ne va al mare in riviera o in giro per le città d’arte, o si fa l’interreil o il viaggio di studio a Londra o le canne sulle spiagge greche o se proprio vuole andar lontano va in Messico alla ricerca del peyote. Ma di certo non se ne va in Texas dove:

  1. ci sono 60 gradi all’ombra e mi spavento quasi a dirvi quanti ce n’è al sole. 
  2. l’umidità è pazzesca, sembra di essere alla Biuti Farm dove ti spruzzano i vapori per liberare le impurità dalla tua pelle.
  3. non c’è un accidente da vedere, a parte gli armadilli, i longhorn (i mucconi con le cornone) e delle desolate, immense, dowtown. 
  4. il cibo è salutare: si mangia carne, poi hamburger, poi costolette, poi ancora carne, poi barbeque, il tutto condito con squisiti estrogeni. 
  5. non ci sono spiagge, tranne qualche duna spelacchiata sul Golfo del Messico, con nomi che ti fanno credere di essere arrivato alla fine di un lungo persorso spirituale (Corpus Christi beach).

Ebbene, la prima volta che lo vedo mi si presenta davanti, coi suoi due metri di altezza, e mi dice, con accento sabaudo-texano Uataburgher, uott’ar iù ueitin for? (che poi significa: Whataburgher? What are you waitin’ for? pubblicità di un hamburger, e di che sennò in Texas? in voga a quei tempi).

Ecco, potete immaginare cosa ho pensato, allora. E poi sono passati tanti anni. Fedebasso ha fatto gavetta come montatore. Che non è esattamente quello che state pensando voi, che altrimenti tutto il mondo lavorativo maschile vorrebbe fare il montatore nella vita: no, un montatore fa il montaggio delle trasmissioni televisive. Poi ha fatto improvvisazione teatrale. Ha iniziato con il cabaret. E oggi è approdato allo Zelig. La sua bella paginetta la potete trovare qui sul sito di Zelig, appunto. Insomma, questa è la storia, in sintesi.

E questo post sancisce la nascita ufficiale del Fedebasso fan cool club, proprio qui, su g&f. Se capita, andatelo a vedere, che è una forza. Altro che Dov’è Tatiana o Le so tutte. G&f vi terrà informati sui suoi spettacoli di cabaret, a Milano e in giro per l’Italia. Fino a quando non diventerà una star, si farà il suo spettacolo personale sulle reti del Berlusca come il Mauriziocostanzosciò, e si farà intervistare ricordando ai giornalisti che il suo primo fanclùb era stato un blog, uno di quei strani diari online dove i malati mentali fanno autoanalisi raccontando i cavoli propri al mondo intero.

Piesse: Vi state domandando: e che fine ha fatto quello meno famoso, Maubasso? Non lo so. Mi è giunta voce che abbia intrapreso un’attività illegale di cybercommercio di droghe sintetiche tra gli US, la Cina e l’Europa, una cosa del tipo Strange Days, insomma.

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