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Tweets, Linate. Tweets.

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Stai per prendere un volo per Heathrow. Dopo i fatti delle settimane scorse, la cosa ti impensierisce un pò. Vai su Twitter. Leggi l'ultimo tweet da Heathrow - appena postato.

Good morning from Heathrow on this grey Monday morning. If you're travelling today have a great trip!
Poi, sempre su Twitter, leggi che there are no major disruptions currently reported on the Tube. Gasatissimo dal buon inizio di giornata, cerchi a quel punto informazioni su Linate, perchè è da lì che parti: buio totale. Che non è una questione metereologica, visto che ormai sono le dieci ed il sole è sorto da un pezzo. Cerchi, cerchi, nada. Allora guardi in giro se ci sono dettagli sulla tangenziale, che devi percorrere, seppur brevemente, per arrivare all'aeroporto cittadino - anche qui nessuna nuova.

Perchè qui le cose sembrano funzionare così: se nessuno dice nulla, allora è tutto OK. E visto che Linate non ha neppure un account su Twitter, ne deduci che le cose vadano così incredibilmente bene e che i voli partano e arrivino con una puntualità svizzera.

Così chiami il taxi e te ne vai. Soddisfatto. Per non aver letto nulla di preoccupante. Meglio: per non aver letto nulla.

Come Dell può salvare Dell.

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Tre mesi fa il mio Dell ha deciso di togliersi la vita. Una mattina mi son svegliato (e no; non ho sentito bella ciao) e lui ha deciso di spirare, cadendo in un loop di errore Windows infinito. Il supporto Dell mi consigliò di fare dei test. Tutti falliti. Si pensò così di sostituire l'HD. Fortuna volle che i miei dati furono recuperati. Grazie a Linux.

Sostituito l'HD, il mio Dell decise, a distanza di una settimana, di riprovarci e togliersi nuovamente la vita. Stavolta niente da fare. Disfatta su tutti i fronti. Tutti i tentativi del supporto si dimostrarono un fiasco. Ed io ordinai il mio attuale laptop: un latitude E-qualchecosa. Quello piccolino da viaggio con lo schermo da dodici pollici. Niente male.

Niente male a patto che arrivi. Dopo un mese di attesa chiamai il nostro Dell account manager in Dell e la sua risposta risentita alle mie critiche di inefficienza fu, in soldoni: ma come, dovreste saperlo, il nostro modello business è unico, noi abbiamo solo un manufacturing in Europa, tutti i prodotti vengono assemblati in Irlanda, e poi spediti da lì in giro per il continente.

Al che ho pensato a chi potesse essere l'idiota del modello business. Un modello che va in crisi perchè un pò di nevischio spazza gli aeroporti del nord Europa non può essere un modello solido. Insomma, il latitude è arrivato. Dopo circa otto settimane. A nome di un collega. In un altro ufficio. Alla faccia del modello di business unico al mondo.

Così quando leggo di Dell che cerca di salvare Dell espandendo le operations in Asia e costruendo prodotti esteticamente più fighi, penso: hey, signor Dell. Cerca di risolvere prima il problema del manufacturing e del supporto locale. Poi penserai alle cose fighe. E cerca di sostituire l'idiota che ha tentato di spiegarmi la bontà del suo modello. Ma che non ha saputo rispondere alla domanda ma se questo è il modello vincente, perchè i concorrenti ci mettono meno della metà del tempo a servire i propri clienti Europei?

Again.

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Neve fuori dalla Grotta
Originally uploaded by giusec

Chiunque abbia un minimo di tatto sa che ci sono tre argomenti primari da evitare - sempre - in una discussione di business - o, in generale, in una discussione con sconosciuti: religione, sesso, politica (o politica-sesso-religione, l'ordine non cambia le cose).

Pochi sanno però che tanti altri argomenti sarebbero da evitare, in base alla nazionalità e alla provenienza del vostro interlocutore. Ne listo alcuni qui sotto. Frutto di esperienza diretta (leggi: vergognose gaffe), letture, commenti di amici, eccetera.

Ergo: cosa fa incazzare da morire l'interlocutore.

  • Australiani. Parlare in maniera non politically correct di aborigeni o di altre minoranze.
  • Scandinavi. Parlare del costo della vita nei loro paesi. Lo sanno. Bene.
  • Greci. Ordinare un caffè turco.
  • Ciprioti. Ordinare un caffè turco.
  • Italiani. Parlare del signor B. E' la maggiore ragione di imbarazzo, per gli Italiani, sentirsi sbeffeggiare per colpa di quell'idiota che hanno al governo.
  • Indiani. Povertà, sesso.
  • Irlandesi. Parlare delle british islands includendo l'Irlanda. Chiedere perchè usano l'Euro e non le sterline.
  • Russi. Corruzione, libertà, comunismo. Lodare Gorbaciov. I Russi della middle-class considerano il periodo del crollo dell'Unione Sovietica e di Gorbaciov come uno dei più nefasti della storia del loro paese.
  • Sudafricani. Continuare ad insistere sull'apartheid.
  • Spagnoli. Criticare la corrida.
  • Catalani. Non criticare la corrida.

Altro?

Strategie.

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Dusseldorf. Due del mattino. Nevica. Ho la prova definitiva che il momento cruciale di un meeting di circa dieci ore tra CEO, Presidents e VPs è il momento del drink al bar, dopo cena. Tre ore e una serie innumerevole di double whiskeys possono fare ciò che un meeting senza fine non è riuscito ad ottenere. La strategia di una multinazionale è tutta qui, in fondo: di fronte ad un bicchiere di Macallan double (*), alle due del mattino, in una qualunque città dell'Europa centrale, sotto l'ennesima nevicata di questo inverno, che non sembra terminare mai.

(*) 12 years old, possibilmente.
Email appena ricevuta da Copenhagen, dove dovrei - teoricamente - atterrare domattina alle nove.

Weather forecast is saying pretty heavy snow tomorrow, Tuesday, and there will also be some snow on Wednesday, so be prepared, don't take the fancy Italian shoes :-)

Insider love.

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Ricordate l'Insider? Il giornalista terribile. L'embargo. Io a Londra. La tormenta. L'intervista. Il whisky. I dubbi.

Ecco, l'intervista è uscita. Qui, in parte, il resto a pagamento. Diciamo che mi ha trattato abbastanza bene. L'embargo è così finito. In azienda, c'è chi dice che ho avuto coraggio, e chi mi chiede ancora quando verrò licenziato. Insomma, una nuova era di pace tra la multinazionale e i giornalisti Na'vi è stata inaugurata.

We definitely need more love.
Anche a Heathrow e Manchester, dopo Schipol, hanno iniziato a far uso dei full-body scanner. Chi è selezionato e si rifiuta, non parte. Nel senso che non tutti ci passano dentro - solo i più fortunati. Ti scelgono, e sei obbligato a passarci dentro. Ti rifiuti, bye bye, non entri al Terminal.

Prossima settimana sono a Londra. Heathrow, guarda caso. Vediamo se ho un pò di culo.

L'ultima neve (si spera)

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L'ultima neve (si spera)
Originally uploaded by giusec


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Taro.

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Taro non ce l'ha fatta. 

Windows Plane 1.0.

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Sette del mattino. Malpensa. Volo Lufthansa Regional MXP-DUS. Quello dell'alba. Siamo tutti a bordo. Il comandante annuncia che ci sarà un ritardo, a causa del malfunzionamento del navigation system. Il navigation system è not aligned e quindi servirà svolgere una certa operazione per rimetterlo in sesto. Restiamo in attesa. Sento qualche che palle!. La maggior parte dei passeggeri non ha neppure afferrato, e dorme.

Poco dopo tutte le luci si spengono. Power off. Restiamo al buio. In silenzio. Per circa due minuti. Due tecnici salgono a bordo e si dirigono verso il pilota. Passano altri cinque minuti.

Poi il comandante si rifà vivo. We successfully performed a system shut-down and I am glad to announce that we got the re-alignment of the navigation system.

Un passeggero non molto lontano da me commenta. C'avranno Windows a bordo.

Save Taro.

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Ho sempre odiato le richieste di aiuto e le pietose catene di salvezza via email. Semplicemente, ricevo e cancello. Non ho mai rigirato un'email, neppure ai migliori amici. Non so, forse è perchè ho un concetto molto personale del dolore e mi irritano le manifestazioni di dolore e richieste di aiuto pubblico.

Questa volta è diverso. E' capitato, sta accadendo vicino a me. E allora non posso fare altro che scriverne, qui.

Taro, il fratello della moglie di un caro amico, sta morendo. Ha solo tre mesi di vita, se non fa un trapianto urgente di fegato. Ha solo 38 anni. In Giappone, dove vive, la lista d'attesa è di 4-5 anni. Bisogna trasferirlo al più presto negli USA, dove ha qualche speranza. I costi di questa operazione, con annessi e connessi, arrivano a 660,000 dollari. Mancano solo tre settimane. La famiglia di Taro sta tentando con una colletta tra tutti gli amici e via reti sociali. Se non funziona, bisognerà vendere degli appartamenti di famiglia o trovare un'altra alternativa.

Ogni contributo, anche modesto, può aiutare Taro a vivere. Lo si può fare qui, sul blog Save Taro. Il problema principale è convincere che non è una bufala. Ecco, non è una bufala. Se potete dare una mano, fatelo. Se non potete contribuire, scrivete un post. Il mio amico mi scrive

Voi blogger siete le soli voci credibili della rete.
E' vero, ha perfettamente ragione. La vita è strana e ormai l'ho capito. Una cosa del genere potrebbe capitare a me, domani. Save Taro. Se potete.

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